Democrazia indiretta

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di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciIl 9 febbraio, con un’affluenza del 55,8% e una maggioranza di neanche 20 mila voti, è stata approvata l’iniziativa dell’UDC “Contro l’immigrazione di massa”. Meno di un milione e mezzo di cittadini ha deciso per tutto il Paese di chiudersi all’Europa e al mondo, quando in campagna elettorale la Lega e l’UDC affermavano che l’Europa non avrebbe reagito in questo modo, che l’iniziativa verteva solo sull’immigrazione. Quanti di quegli elettori sapevano che votando sì avrebbero provocato questa impasse con l’UE?

A che cosa il Sovrano ha detto di no nel recente referendum sul credito a Expo 2015? Sono troppi 3,5 milioni di franchi? È ritenuta superflua tout court la presenza ticinese a Expo? Non devono essere usati soldi pubblici? Il Governo ha parlato per settimane del piano B rappresentato dal fondo Swisslos: quanti cittadini hanno votato No confidando in questa possibilità? Alla proposta di 1,7 milioni contenuta nel rapporto di minoranza presentato dalla Lega, cosa avrebbero risposto? La Lega stessa avrebbe raccolto firme per un referendum contro una sua proposta?

Tra scarsa informazione e, dati dell’affluenza alla mano, ancor più scarso interesse della popolazione, la sfida che nelle prossime campagne elettorali il Partito Socialista dovrà raccogliere consisterà nel rinnovare il proprio linguaggio, coinvolgere in maniera più diretta gli elettori, motivarli maggiormente. E informarli bene. Perché queste lecite domande non devono più essere poste a urne chiuse a commento di un risultato. Vanno poste prima.

(Foto: Christian Schwier/Fotolia.com)

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