Il gay omofobo

Di Redazione

20141011cagnotti

di Marco Cagnotti

faccinaGAScagnottiTi vien voglia di dire: “Sarà un errore”. Ma sarebbe troppo demenziale. Allora pensi: “Ok, è un ossimoro. È solo una provocazione”. Macché provocazione: questo qui è gay davvero ed è omofobo davvero. E la sua intervista merita proprio di esser letta. Per arrivare alla fine della lettura e concludere con un semplice “Chissenefrega!”.

Philippe Ariño, omosessuale e cattolico, è libero di non sposare né uomini né donne. Ed è pure libero di vivere nella totale castità. Ci mancherebbe. Fatti suoi: se così gli garba, va benissimo. Se riesce a conciliare cattolicesimo e omosessualità, buon per lui. Certo è bizzarro, ma insomma… voglio dire… il mondo è pieno di gente stramba, esistono perfino i nazi-maoisti, quindi non c’è da stupirsi neppure di un gay cattolico. Però questo che cosa dovrebbe dire alla società tutta, nella quale vivono anche persone che non soltanto non sono cattoliche, ma che alla Chiesa non riconoscono nemmeno un briciolo di autorevolezza morale?

È presto detto: niente. Niente di niente. A me, ateo, la filosofia di vita di Ariño non dice proprio un accidente.

Philippe Ariño, omosessuale e cattolico, gestisca la propria vita come gli pare. Ma nessuno, né lui né il Papa, si deve arrogare il diritto di stabilire come devono gestire le proprie vite gli altri. Nessuno può pretendere che, siccome lui non vuole sposare una persona dello stesso sesso, allora non deve farlo nessuno. A ciascuno i suoi valori, a ciascuno le sue libertà.

Facci caso: nell’intervista, Ariño non condanna mai esplicitamente il matrimonio omosessuale, non chiede mai che sia proibito dalle leggi dello Stato. Ma il significato carsico di tutto l’articolo è chiaro: poiché si può essere omosessuali e serenamente casti e cattolici, allora ciò è possibile, allora dovrebbero farlo tutti, allora il matrimonio omosessuale non dev’essere consentito. Del resto, dal sito Papaboys 3.0 che ti aspetti?

Io parto da un principio semplice e basilare: fra adulti consenzienti e capaci di intendere e di volere, tutto è permesso. Ciascuno goda della propria vita come meglio crede, finché non lede la vita e la libertà di altri senza il loro consenso. Il resto, tutto il resto, tutto il ciarpame moralistico di chi, sulla base solo dei propri valori, pretende di condizionare il comportamento altrui… ecco, tutto il resto è solo arroganza e sopraffazione.

(Foto: Marie-Lan Nguyen)

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