Bambini dell’asilo

Di Redazione

Montessori/Pre-School Class Listening to Teacher on Carpet

di C.B.

Sono una maestra d’asilo. Mi piace definirmi così, perché arriva direttamente nell’immaginario delle persone. Eliminiamo subito i classici luoghi comuni, così non ne parliamo più: ho il posto fisso, sono un’impiegata statale, ho un buono stipendio e molte vacanze. Aggiungo che, essendo anche una mamma, avere orari e vacanze che coincidono con quelle dei miei figli è davvero un grande vantaggio. Non nego e mai lo farò di essere fortunata. Ma il mio lavoro non è solo questo, è molto altro ed è questo “altro” che amo di più.

Accogliere un bambino in sezione significa aiutarlo a entrare in un mondo nuovo, un mondo fatto di tanti altri bambini di tre età differenti, di adulti sconosciuti, di regole nuove, di spazi, di materiali e di molto altro. È l’ingresso ufficiale in società. Ogni bambino vive quest’esperienza con il suo cuore, la sua pancia e le sue emozioni e il compito di ogni maestra è quello di aiutarlo a entrare serenamente in questo mondo nuovo che lo accompagnerà per i prossimi anni della sua infanzia. Quindi a noi l’incarico di accogliere, consolare, abbracciare e asciugare lacrime. Da lì in avanti ci saranno racconti, canzoni, momenti magici, colori e giochi. Ogni attività e ogni gioco non sono solo fini a sé stessi, ma nascondono dei piccoli insegnamenti che porteranno il bambino a raggiungere passo dopo passo gli obiettivi che vengono loro richiesti per arrivare alla scuola elementare. A me piace dire che “all’asilo si impara giocando” e ancora oggi mi stupisco di quanto anch’io abbia da imparare dai miei allievi.

Non dimentichiamoci dei genitori però: anche il rapporto con loro ha un ruolo fondamentale. I genitori ci consegnano il loro bene più prezioso: un figlio. E le consegnano nelle mani di una perfetta estranea, che trascorrerà con lui buona parte della giornata. Se uno si ferma a pensarci seriamente, diventa una grande responsabilità. Anche mamma e papà vanno capiti, ascoltati e rassicurati. Anche ai genitori vanno aperte ogni tanto le porte della sezione, in modo da mostrare loro in quale ambiente vivono i loro bambini, quali sono le attività che svolgono e quali progressi hanno compiuto.

Le relazioni nella nostra professione sono tante e si intrecciano tra loro e si fanno ancora più delicate quando un allievo incontra delle difficoltà. Colloqui, incontri con docenti di sostegno, elaborazione di progetti per aiutare questo allievo non rientrano nel normale orario di lavoro. L’obiettivo di aiutare questo bambino a star bene è certo più importante delle ore spese fuori orario a trovare la strada giusta per lui.

Perciò ritengo di svolgere una professione sicuramente privilegiata, ma di avere un compito ben più grande del semplice “curare e far giocare” un bambino. Così come lo hanno tutti i miei colleghi di ogni ordine scolastico, asili nido compresi. Non dimentichiamoci dell’aiuto e del servizio che danno alle famiglie che lavorano.

Per questo motivo mi sento di sostenere in pieno la rivendicazione salariale del sindacato VPOD Ticino per il personale degli asili nido. Prendersi cura dei bambini è un lavoro di grande responsabilità, che richiede delicatezza e formazione specifica. Purtroppo ancora oggi il personale che opera in questo settore riceve un salario spesso inaccettabile. Oggi il 10% del personale (formato!) degli asili nido guadagna meno di 3’000 franchi mensili, il 35% meno di 3’500 franchi al mese e il 50% meno di 4’000 franchi. E si tenga conto che in queste cifre è già compresa la tredicesima mensilità, se viene versata.

Sosteniamo tutti insieme con il cuore e con i fatti questa categoria, per un futuro migliore dei nostri ragazzi.

(Foto: monkeybusinessimages)

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