Fai quello che va fatto

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di Pepita Vera Conforti

faccinaGASveraconfortiSi chiude la prima serie con gli ultimi episodi del 2 novembre sulla RSI. Ma non disperate: ce ne sono altre due già pronte.

In estrema sintesi, il mondo di Birgitte crolla: la famiglia dopo un anno di impegni politici non sembra capace di cavarsela senza di lei e in politica, nonostante (o forse proprio per) il suo tentativo di inaugurare una leadership trasparente, perde credibilità. Hanno più potere i pettegolezzi della ragionevolezza.

  1. Come per tante professioni, far politica significa portarsi il lavoro a casa.
    Da come finisce l’episodio è consigliabile non farlo! “Non ti accuso di essere assente, ti accuso di non essere presente quando ci sei”.
  2. Dilemma: delego e se sbagliano taglio qualche testa (divide et impera) o controllo perché non mi fido, rischiando di farmi odiare dai colleghi?
    Non c’è risposta, solo un tempo limitato da gestire al meglio. “Chi fa il primo ministro mentre tu svolgi il lavoro di tutti quanti noi?”.
  3. “In parlamento quanti matrimoni conosciamo che sono saltati per questo motivo (gestione del tempo)”?
    Sembrerebbe che le donne abbiano avuto più pazienza nell’aspettare i mariti politici in passato. Ma non ho nostalgia per quel passato.
  4. Puoi anche essere al vertice, ma, quando è in crisi il matrimonio, ti comporti stupidamente come tutte.
  5. Sarai pure brava nel tuo mestiere, ma ti giudicheranno per le relazioni sessuali che hai avuto.
  6. Ogni esperto di comunicazione ti dirà che “i politici non dovrebbero parlare solo alla mente, ma anche alla pancia e al cuore, là dove le parole restano”.
    Poi ci sono dei periodi storici dove le parole dette restano solo nel basso ventre.
  7. Le cose importanti non si dicono durante le riunioni, ma sotto i portici o seduti sul muretto.
  8. Il potere è vorace, chiede il sacrificio di amici e familiari.
    “Ho fatto quello che andava fatto”, sembra scusarsi Birigitte con Bent (consigliere, amico, collega di partito invitato a dimettersi). Che le risponde: “Quello che fa un vero premier”.

Alla fine della prima serie ho un dilemma: se non cambiamo i riti della politica, quanto saremo disposte a cambiare noi stesse per il potere? Ma ne vale la pena?

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