Mamma sei e mamma resti anche a capo del Governo

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di Pepita Vera Conforti

faccinaGASveraconfortiOrmai siamo arrivati alla 16esima puntata di “Borgen”, serie televisiva danese trasmessa su La1 della RSI domenica sera a partire dalle 22.35. È un “political drama” che racconta come Birgitte Nyborg, prima donna a capo del Governo danese, gestisce il potere e come questo modifica la sua vita.

Perché mi do la pena di scriverne ogni settimana riprendendo alcune citazioni? La Danimarca è un Paese particolarmente avanzato per quanto riguarda le politiche in favore della parità tra i sessi, eppure gli stereotipi sono presenti e agiscono nel determinare una certa difficoltà femminile nel rappresentarsi e sentirsi rappresentate. In Ticino questa situazione è ormai in stallo da molti anni, determinando una minor partecipazione delle donne al voto e una sottorappresentanza indecente nel parlamento cantonale.

È interessante rilevare le dinamiche relazionali, normative e di contrattazione politica rappresentate in una serie che si è imposta nel panorama televisivo europeo e che vuole al centro degli eventi alcune donne, sia come politiche sia come giornaliste di punta.
Non si tratta di lamentarsi della situazione o di glorificare le donne in politica, quanto piuttosto di cogliere alcuni spunti per riflettere sugli stereotipi, riprendere qualche consiglio ad uso delle nostre politiche ma anche avere un modo leggero per smontare i meccanismi del potere.

Le ultime puntate ruotano attorno a compromessi che rischiano di far cadere il governo e una estrema Destra sempre più incattivita.

  1. Ricordiamo anche ai politici più razionali che talvolta i simboli contano più delle parole.
    “Piantiamo un albero, piantiamo un’idea”.
  2. Non puoi ingenuamente rammaricarti con il ministro dell’ambiente che “sono stati troppo duri con te”, quando gli hai rivoltato addosso la stampa: è un tantino ipocrita.
  3. Non mancano occasione per farti capire che è anomalo per una donna occupare un posto di comando.
    “Questo è l’ufficio del primo ministro, non un asilo nido”.
    E ci si mette pure lo psichiatra che ti spiega che tua figlia deve prendere gli antidepressivi perché, da quando sei prima ministra, ha la psicosi da prestazione. È dura, proprio dura.
  4. Non puoi farci nulla: ai media piacciono le macchiette.
    “Sarà anche un vecchio reazionario, ma sembra venuto al mondo solo per fare il pagliaccio in televisione”.
    Di questo genere abbiamo un campionario nostrano.
  5. Birgitte rimprovera l’esponente della Destra xenofoba.
    “La politica non c’entra nulla, è manipolazione. Ti limiti a forzare il Parlamento a prendere delle decisioni, lasciando ai colleghi di riparare ai tuoi danni”.
    Tutto il mondo è Paese.

Il miglior consiglio messo in bocca a Birgitte: “Non possiamo legiferare sulla base di un primitivo pregiudizio razziale”.

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