Avanti, Savoia! (A Sinistra, eh!)

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di Marco Cagnotti

faccinaGAScagnottiAlcuni giorni fa mi sono imbattuto in Sergio Savoia, affaccendato in una chiacchierata telefonica. Poiché io sono una persona socievole e sempre desiderosa di uno schietto confronto, mi sono permesso di interromperlo per salutarlo. Così ho avuto con Sergio un franco scambio di idee sulla politica ticinese, sui Verdi, sul Partito Socialista, sui social media.

L’ho ringraziato perché, grazie alle sue scelte pazzerelle degli ultimi mesi, Sergio sta facendo un favore al partito nel quale io milito, ossia il Partito Socialista, poiché ha lasciato orfani tutti i Verdi di Sinistra che non si riconoscono nella sua attuale linea politica. Sia chiaro: nulla che Sergio non sapesse già, poiché lo avevo scritto in passato. E a suo tempo lui mi aveva risposto:

“Sul fatto che ci siano Verdi delusi, e che se ne andranno non ci piove: quel che conta è il saldo”.

Traduzione (a Sergio piacciono tanto le traduzioni delle parole altrui con parole sue!): “Chissenefrega se perdo un po’ dei miei voti tradizionali, perché tanto vado a rosicchiare voti alla Lega e ci guadagno anche di più”. (Riflettete, amici Verdi, riflettete!)

L’altra sera Sergio ha manifestato ancora tutta la propria tranquillità. Non nutre la benché minima preoccupazione, ha detto. E ha aggiunto che io non ho capito un accidente della politica ticinese. Non solo: io sarei, a suo dire, “politicamente scemo”. Probabile. Ci mancherebbe: chi sono io per competere, quanto a lucidità dell’analisi politica, con una vecchia volpe come Sergio? Di sicuro lui vede meglio e più lontano di me. Senza dubbio il Caudillo ha il pieno controllo delle sue truppe, in marcia compatte e gioiose verso la vittoria del 19 aprile. Sarà. Poi però…

…poi però ieri Sergio se ne esce con questa formidabile, inarrivabile sparata sulla Sinistra. In sostanza, dopo mesi investiti a spiegare che lui e i Verdi non sono né di Destra né di Sinistra e anzi queste categorie sono obsolete, come del resto ribadisce anche stavolta…

…Sergio passa a rivendicare il proprio essere di Sinistra. Ohibò! Ma non era uno “schema novecentesco”? Mah! Lasciamo perdere: capace di imbarcare senza fare una piega l’ex raddoppista convertito Franco Denti, richiesto dai Verdi e dalla Lega (e già questo dovrebbe significare qualcosa…), di certo Savoia non si turba per una contraddizione tanto minuscola. Dopodiché parte con una colossale filippica su quel che sarebbe la Sinistra. Secondo lui. E ci mette dentro tutto e il contrario di tutto. A legger bene, nella Sinistra di Savoia trovi un sano nazionalismo unito a un ingenuo socialismo. Vien da chiedersi allora perché, in consequenziale coerenza, Sergio non rinomini il suo partito e unisca in una sola parola entrambi gli –ismi. Certo i militanti verdi apprezzeranno il nuovo nome.

Nella sparata savoiesca di ieri leggo pure:

“Per me essere di sinistra significa contrapporre il sorriso, il lavoro, le proposte concrete, il coraggio, all’odio, la frustrazione, il livore, il rancore e l’insulto che la vecchia dirigenza socialista – e le sue squadracce nei social network – riversa ogni giorno su partiti, politici ed elettori che non la pensano come loro.”

Ora, che la comunicazione politica ticinese sia diventata un letamaio solo uno sciocco lo negherebbe. Ma, annusando in cerca di letame, Sergio dovrebbe voltarsi a Destra, ossia dov’è andato, e non a Sinistra, da dove è partito. Che cosa mai leggerà la domenica, il caro Sergio? Mistero.

Ora però mi sovvengo di una frase pronunciata da Sergio l’altra sera: secondo lui, Corrado Mordasini e io avremmo lo “spirito del branco”. Proprio così, ha detto. Il branco pronto ad aggredire. E si riferiva al GAS. Che, sembra di intuire, dovrebbe costituire le “squadracce nei social network”. In tutta evidenza, arrivando con facilità a 10, 15 e anche 20 mila visualizzazioni dei propri post su Facebook, il GAS lo innervosisce un po’, quando va evidenziare le incoerenze del coordinatore dei Verdi. Secondo Sergio, il GAS sarebbe un’emanazione del Partito Socialista sui social media. Sicché urgono due precisazioni.

Anzitutto un’altra citazione (lunghetta, ma ci vuole tutta, per apprezzarne la portata):

“L’iniziativa contro l’immigrazione di massa ha dato la stura all’imbecillità di massa. O perleomne (sic!) all’imbecillità di quegli oppositori PS sempre più in preda al panico, (…).
[Virginio] Pedroni (esattamente!), allegro come un 2 novembre, ebbe un breve periodo di notorietà come candidato di John Noseda contro l’Anna Biscossa. Durò anche meno dei 15 minuti di cui parlava Andy Warhol. Pedroni era troppo triste e grigio perfino per il PS. Oggi fa la sua marchettina personale sparando immensità dalla Regione Ticino (e da dove sennò?).
Inutile dire che Pedroni (come volevasi…) è uno di quelli che le conseguenze della libera circolazione non le sentirà mai. Il suo culo è perennemente riscaldato dalle serpentine dell’impiego pubblico. (…)
Ma lasciamo sobbollire Virginio Pedroni (a chi lo dite…) uno le cui capacità argomentative non sposterebbero nemmeno il voto della moglie.
Quel che conta è notare per l’ennesima volta che la totale mancanza di argomenti spinge gli oppositori, tra cui ormai si distinguono per intensità psicotica i membri della direttiva e del gotha socialista (che evidentemente hanno un po’ accusato il colpo del mio “j’accuse”), a fare paragoni storici tanto sguaiati quanto ridicoli.”

Ora, tutti possono constatare nella prosa di Sergio Savoia l’amorevolezza e la delicatezza e perfino immaginare un radioso sorriso amichevole rivolto ai suoi interlocutori. Non c’è alcuna traccia di frustrazione, livore, rancore o insulto. Non sono discorsi da “squadracce”, questi. No no no. Per la serie: “La faccia come…”.

Seconda precisazione: sul GAS, stavolta. Checché ne pensi Sergio, il GAS non è il Partito Socialista né una proprietà del Partito Socialista. Il GAS è il frutto del progetto e del lavoro di molte persone che condividono alcuni valori di Sinistra (quella vera) e agiscono per diffonderli anche attraverso i social media. E basta. Certo, Corrado Mordasini e io militiamo entrambi nel PS, ma non siamo soli nel GAS: chi scrive per il GAS e chi si attiva per diffonderne i contenuti si muove nell’area della Sinistra nel senso più ampio e non per forza si riconosce nel Partito Socialista. E non si azzardi Sergio a pensare di poter controllare il GAS facendo pressioni su qualche membro autorevole del PS. Non se lo faccia nemmeno venire in mente. Perché nessuno, e certo non la dirigenza del Partito Socialista, può sindacare sui modi in cui Corrado e io occupiamo il nostro tempo libero nei social media, sulle cose che scriviamo, sui pensieri che esprimiamo e sul modo in cui li esprimiamo.

Da ultimo, constato una bizzarra coincidenza. Alcune sere fa rifletto con Sergio sul rischio per lui di lasciare orfani i suoi elettori di Sinistra. Lui sghignazza, ma pochi giorni dopo se ne esce con una filippica nella quale rivendica con orgoglio le proprie origini sinistrorse. Sarà un caso? Oppure ci avevo preso? Sarò forse meno scemo di quel che pensa Sergio?

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