Come all’asilo

Di Jacopo Scarinci

20141218scarinci

di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciVa bene, siamo in campagna elettorale e finire col proprio bel faccino in apertura di tutti i portali di news per qualche ora fa sempre comodo. Ma lo show di ieri in Gran Consiglio, con protagonista anche un candidato al Consiglio di Stato, il che è tutto dire, non fa ben sperare per il nostro avvenire politico.

Sospendere una seduta parlamentare perché ci si perde tra eunuchi, cornuti e battutacce da bar di una banalità tale che nemmeno vengono capite dal destinatario ha fatto sembrare il Gran Consiglio un asilo dove invece dei bimbi abbiamo visto politici che si sono insultati e minacciati col dito inquisitore alzato, che hanno giocato a far le primedonne per un minuto di visibilità in più, che in barba a ogni regola di etica e decenza sono sembrati venditori al mercato del pesce più che rappresentanti del popolo. Uno spettacolo di cui avremmo fatto tutti a meno.

Per finire, l’irascibilità in politica non conduce a niente. Fa perdere lucidità, fa passare dalla parte del torto anche quando si ha ragione, demolisce qualsiasi argomento portato in precedenza. Ai bambini insegnano subito che se chiedi scusa recuperi il terreno perso. E insegnano pure che accettare le scuse è sintomo di maturità, intelligenza, correttezza. Perché chiunque sbaglia, l’importante è capirlo. Anche se qualcuno, in quella sorta di aula d’asilo che è stato il Parlamento ieri, sembra non averlo compreso.

Vabbe’, pace. Però la prossima volta una bella tisana.

Ti potrebbero interessare: