Il solito problema…

Di

20141217redazione

della Redazione

faccinaGASufficiale…tutti gli anni a Natale: che accidenti regalo a Tizia? E a Caio? Per non dire di Sempronia, che ha già tutto. Si può mica non regalare nulla. Ché poi ci restano male. O magari anche no, ma vuoi mettere la figura di m…? Sicché ecco l’ansia da prestazione. E via a girare per negozi, a farsi domande, a finire per comprare roba che quasi di sicuro non piacerà, che di certo non servirà, che con ogni probabilità verrà riciclata e finirà in qualche armadio, non per forza quello del destinatario iniziale. Natale: la fiera del consumismo. E non staremo a farci sopra il pistolotto sulla perdita delle radici cristiane, perché di quelle radici, in fin dei conti, ci frega poco o nulla.

Ciò detto, se proprio ha da esser Natale, se proprio ha da esser regalo, che Natale e regalo sia, ma quanto meno regalo utile. Ecco allora (e sì, è religioso, ma almeno si rende utile e per questo merita) fra Martino Dotta. Che s’è inventato il Regalo Amico. In sostanza, compri tu, a spese tue, una coperta o un sacco letto o 12 pasti o il riscaldamento per il Centro Bethlehem e sotto l’albero fai trovare a Tizia, Caio e Sempronia il biglietto per documentare la tua scelta. Insomma tu fai il regalo, ma lo riceve qualcun altro. Qualcuno che ne ha bisogno davvero.

Pensaci, va’. E ricorda: entro il 21 dicembre o mai più.

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