La RSI replica

20141225giorgio

di Giorgio

faccinaGASgiorgioLeggo che la RSI, immagino in particolare il suo direttore, ha preso cappello in seguito a una presa di posizione finalmente decisa del Consiglio del Pubblico (CP), nella quale si sostiene tra l’altro che nelle trasmissioni informative, specialmente ne “Il Quotidiano”, si vedono con eccessiva frequenza i politici, i Consiglieri di Stato in particolare, e che si parla troppo dei processi in corso. Dalla risposta piccata della RSI si deduce che, durante un incontro con il Consiglio, i capi hanno tenuto a relativizzare.

Io non capisco come si possa relativizzare l’eccessiva presenza dei Consiglieri di Stato, se do per buono, anche con un errore del 10%, ciò che pubblica Antonia Burri. Se ne traggano le dovute conclusioni.

Piuttosto mi meraviglia che, fra le sue osservazioni critiche, il Consiglio non abbia incluso l’insulsa anglomania galoppante e nemmeno la sconcertante dizione di lettrici e lettori. Dizione che ultimamente si è, diciamo, arricchita di un nuovo vezzo: non solo i nomi maschili sono pronunciati con la desinenza femminile in –a, ma addirittura li si gratifica dell’accusativo della prima declinazione latina in –am: “Buonaseram dallam Quotidinoam”, “…allam municipiam…”.

È così difficile su alla RSI ammettere le proprie pecche e correre ai ripari?

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