Neolingua ticinese

Di Jacopo Scarinci

20141125scarinci

di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciInsomma, stando a un sondaggio pubblicato su “L’Hebdo” in uscita questa mattina, pare che la stragrande maggioranza degli Svizzeri, il 68,9%, se posta davanti alla scelta tra contingenti e mantenimento degli accordi bilaterali con l’UE sceglierebbe la seconda opzione. In Ticino le percentuali si rovesciano, con solo il 30% di favorevoli al mantenimento degli accordi con l’UE.

Ciò non vuol dire che Svizzero tedeschi e Romandi siano filoeuropeisti o, come si dice tristemente alle nostre latitudini, “spalancatori di frontiere”. Significa semplicemente che conoscono molto meglio di noi il significato delle parole. Evidentemente da loro “Accordi bilaterali” significa un insieme di compromessi con l’UE che portano vantaggi reciproci, mentre nella neolingua ticinese di stampo orwelliano significa “Aderiamo senza se e senza ma all’UE, adottiamo l’euro come moneta e spostiamo la capitale a Berlino”.

Evidentemente ciò che da noi si esprime con sofismi tipo “L’aumento dei frontalieri è tutta colpa dell’UE” da altre parti non esiste perché esistono partiti di governo che si riempiono meno la bocca di parole, soprattutto di domenica, e prendono iniziative interne per regolamentare il mercato del lavoro, come a Ginevra, e senza sparare ad alzo zero sull’UE.

Ma, soprattutto, i problemi che in Ticino si pensa di risolvere con muri a Chiasso o scempiaggini come “bala i ratt” vengono gestiti in altri Cantoni con quell’antica arte che si chiama “buona politica”.

Ti potrebbero interessare: