Per la serie: “Alla faccia della coerenza”

Di

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di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciE due! Per la seconda volta in poche ore, PPD, PLR e Lega hanno impedito che due iniziative utili per il lavoro arrivassero in Gran Consiglio. Rinviate alle calende greche per coprire i loro squallidi interessi. Due giorni fa avevamo parlato dell’iniziativa “Basta con il dumping salariale in Ticino”. Stavolta è stato il turno dell’iniziativa “Salviamo il lavoro in Ticino”, che non potrà essere votata prima delle elezioni cantonali. Se la situazione non fosse così tragica, ci sarebbe da spanciarsi dalle risate.

Vogliamo farne una questione di coerenza? Bene. Facciamola.

20141204scarinci2Un esempio a caso: la fan page dell’immarcescibile Oreste Pejman, candidato del PPD per il Gran Consiglio. Un tipino che qui sul GAS non ha certo bisogno di presentazioni. Stavolta però non ce l’abbiamo con lui, ma col suo partito, che in quanto a coerenza proprio non brilla.

In questo momento l’immagine di copertina di Oreste è una mastodontica bandiera svizzera con la scritta “Decide il popolo” a caratteri cubitali. Bene. Il suo partito però con queste decisioni, l’altroieri in Gestione e ieri in Commissione Diritti Politici, ha dimostrato come del popolo non gli interessi un accidente, sia perché non fa alcunché per migliorare la situazione del mercato del lavoro, sia perché questa iniziativa appena ignorata è stata depositata in Cancelleria con 7’750 firme tre anni fa. Capito bene, sì? 7’750 firme. Tre anni fa. Complimenti vivissimi.

Sempre sulla fan page di Pejman campeggia anche una veemente e virile critica all’Unione Europea intitolata: “Assumi svizzeri? È illegale!”. Caro Oreste, dillo magari anche ai tuoi colleghi di partito, perché in questi due giorni dei Ticinesi disoccupati e in assistenza proprio loro se ne sono sbattuti allegramente. Confermando come, assieme ai sodali Liberali radicali e Leghisti, la soluzione nemmeno abbiano voglia di affrontarla, visto che dovrebbero far cadere la maschera: quella di un Centro destra che a parole si riempie la bocca con un sacco di belle parole, ma all’atto pratico dimostra di essere culo e camicia con il padronato. Alla faccia di tutti i Ticinesi vittime della disoccupazione, del dumping, del precariato, degli stipendi da fame. Beh, adesso almeno sanno chi ringraziare.

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