Videocene

Di

20141124gni

di G.ni

C’erano una volta, non tanti anni fa, le cene aziendali e le cene di fine anno tra amici. Venivano organizzate spontaneamente dal datore di lavoro o dai colleghi o semplicemente dal solito amico che ogni anno mandava messaggi o chiamava per radunarsi, approfittando dell’aria natalizia per stare tutti assieme. Poi qualcosa cambiò.

Arrivarono gli anni bui del primo decennio del nuovo secolo. Con essi, una miriade di problemi alimentari, tra intolleranze e personali princìpi di rigore alimentare. C’era chi non mangiava formaggio o quant’altro derivasse dal latte, chi non accettava più l’idea di mangiare una bistecca, chi invece non poteva gustarsi una semplicissima pizza Margherita perché celiaco. Maledetta farina! Maledetta macelleria! Maledetti latticini!

Oggi è diventata una vera e propria impresa organizzare una dannata cena di fine anno: una pizzata tutti assieme nun se po’ ffa’. Qualcuno ti dirà che la farina non la digerisce. La chinoise? Dimenticatela. Per non parlare di una tradizionalissima fondue di formaggio. O una semplicissima raclettata. Cose dell’altro mondo. Per radunare 15 persone, prima ancora di riservare al ristorante, devi scrivere 15 menu, uno per ogni commensale, e poi trovare il ristorante che quei dannati menu te li possa servire…

I tempi cambiano. Non si può più fermare la macchina dell’evoluzione.

In una società come la nostra, sempre più immersa nei social network, sempre più distaccati dalle persone, soli con la falsa idea di essere circondati da centinaia, migliaia di amici o, meglio, contatti, si andrà a finire che le cene di fine anno, le cene tra amici, quelle belle e goliardiche sotto le festività natalizie, si trasformeranno in romanticissime videocene.

Skype insegna.

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