Arriva la Lega Sud

Di

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di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasiniIo ho visto cose che voi umani non riuscite nemmeno a immaginare.

Ho visto l’ennesima scissione dei Comunisti e una loro costola chiamarsi POP. Va bene, ci può stare. Contenti loro. Poi forse si alleano per il Governo, e allora ti chiedi: ma per tanto così non potevano stare insieme?

Ho visto Morisoli allearsi con l’UDC e con gli Evangelici, gente a cui non darei nemmeno il cane da portare a spasso. Una Destra multicolore che non ha remore nemmeno a inglobare Tuto Rossi, a cui non solo non darei il cane, ma nemmeno i pesci rossi da tenere durante le vacanze.

Ho visto i verdi liberali, una dozzina di virgulti amanti dell’ambiente ma contrari alla decrescita, spuntare sotto le fronde dell’albero elettorale.

Poi ho visto la Lega Sud.

All’inizio ho pensato: “Guarda lì! Finalmente una Lega di meridionali che rivendica il primato di Caltanissetta o di Napoli nei confronti dei Lumbard”. Invece no: la lega Sud è roba nostra. Negli intenti, una propaggine della Lega Nord in terra ticinese.

Mi sono rotolato dal ridere per due ore buone, che mia moglie pensava mi fosse entrato un nido di topi nelle mutande.

La Lega sud in Ticino: adesso posso morire, le ho viste tutte. La riduco in alcuni punti essenziali, per facilitare un po’ la comprensione di questo pittoresco fenomeno che anticipa il carnevale di qualche settimana.

  1. Fanno quasi tenerezza, se non fossero persone che mandano in giro foto in cui compaiono abbracciate con Borghezio, simpatico esponente della Lega Nord con un passato da neonazista.
  2. Sono persone di un’ingenuità abissale, se pensano che un Ticino, da secoli antagonista dei Lumbard, sposi una causa che viene dall’Italia, proprio in un periodo in cui gli Italiani e i frontalieri vengono visti come fumo negli occhi da buona parte della popolazione.
  3. Creare una Lega Sud con intenti insubrici, con una Lega dei Ticinesi ben radicata sul territorio e che porta avanti i valori ticinesi e non quelli comunitari italo-svizzeri, è decisamente da suicidi.
  4. Luciano Milan Danti, sedicente leader della neonata Lega Sud, mi aveva contattato a suo tempo. In effetti mica avevo capito bene i suoi deliri insubrici, ma alla foto di Borghezio pensai che io e Milan Danti avevamo meno cose in comune che Brigitte Bardot e un elefante marino. Fine di una storia d’amore.
  5. Mi chiedo: ma non avevate da portare i bambini al parco o far volare qualche aeromodello per passare il tempo, al posto di scartavetrare gli zebedei all’elettorato ticinese, che tra un po’ non saprà più da che parte voltarsi?

Pare comunque che alla presentazione ufficiale del corposo movimento, che al momento conta una decina di aderenti (roba da fare sentire giganti anche i Comunisti), ci saranno forse Bossi o Salvini. Già immagino le folle oceaniche. E noi tutti lì ad accogliere quei terroni lumbard… perché c’è sempre qualcuno più a Sud di te.

Non so voi, ma io rimpiango sinceramente il partito dell’ombrella del leggendario Lele Delcò.

E concludo con una ficcante frase di Mario Borghezio:

“Dobbiamo essere con i libri, le idee, ma anche con il bastone, si deve bastonare quando serve. Un popolo è il sangue, un’etnia, delle tradizioni e i nostri antenati. Viva i bianchi d’Europa! Viva la nostra etnìa! Viva la nostra razza!”

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