La sicurezza e la paura (ancora)

Di Corrado Mordasini

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di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasiniTorno sulla questione dell’ignobile uso dei fatti di cronaca nera per diffondere terrore tra la popolazione e capitalizzarlo poi in termini politici una volta trasformato in insicurezza e rancore.

Ma noi Ticinesi ce li ricordiamo o no i tempi in cui per le nostre strade avevamo i morti ammazzati? Erano i tempi della Lombardia violenta, della banda Vallanzasca e poi di quella della Uno bianca. Erano gli anni di piombo, con terroristi (allora nostrani) che snocciolavano cadaveri come ciliegie. A quei tempi, se andavi a Milano per fare shopping, minimo minimo ti mettevi il giubbotto antiproiettile. Erano i tempi delle rapine in banca stile Far West, quando ancora c’erano gli sportelli senza videosorveglianza. Erano i tempi delle irruzioni nei chioschi, nei negozi di confine, nei distributori di benzina a colpi di pistole e fucili. Perfino sul Monte Ceneri sono arrivati a fare stragi. Avevamo allora (e parliamo degli Anni Settanta e Ottanta) tutti i posti di frontiera super presidiati, come si direbbe oggi. Ma la criminalità, allora se ne fregava bellamente della ramina, seminando cadaveri anche al di qua del confine.

Perché allora oggi tutti sono terrorizzati da una banda di ladruncoli che svaligia una villa, quando una volta ci scappavano morti come caramelle? Qual è la differenza? Semplice: non c’era la Lega che doveva raccattare voti facendo leva sul terrore del popolo. E allora, cari signori, vi sentite meglio, più realizzati, nel seminare terrore e odio? Siete soddisfatti quando raccogliete la paura della vostra gente come castagne sotto un albero?

La criminalità esiste, e ci mancherebbe, ma diamo a ogni cosa le sue proporzioni. Oggi, anche se non volete accettarlo, siamo molto più sicuri di 30 anni fa.

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