Quelli che asfalterebbero pure il lago

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20150112zommerman1di Markus Zommerman

faccinaGASzommermannC’era una volta a Lugano il sogno di pedonalizzare permanentemente il Lungolago. Ora si rischia invece di dover difendere a denti stretti perfino via Magatti e via alla Posta dal ritorno delle auto, visto che in città c’è chi vorrebbe utilizzare queste due strade per “rendere più fluido il traffico”. La proposta è contenuta nella petizione lanciata negli scorsi giorni contro il PVP, il Piano Viario del Polo: “La pedonalizzazione di Via Magatti, Via della Posta e Via Vegezzi impedisce un adeguato deflusso del traffico verso la naturale uscita in direzione sud della Città”.

La petizione è stata lanciata da una cinquantina di personalità luganesi. Ci sono politici (i liberali-radicali Mauro Antonini, Paolo Toscanelli, Giovanna Gilardi e Peter Rossi, i leghisti Lukas Bernasconi, Gianmaria Bianchetti e Amanda Rückert, il democentrista Tiziano Galeazzi) e “imprenditori” (Bruno Balmelli, quello del negozio, e i Garzoni, quelli della ditta di costruzioni). Ne hanno dette un po’ di tutti i colori: secondo loro il PVP starebbe “uccidendo Lugano e i suoi commerci e sarebbe un completo fallimento”. Elio Bollag ha addirittura detto che “alla gente non piace più venire in centro”, altri hanno raccontato l’odissea vissuta da alcuni visitatori (ma chi?) che, giunti a Lugano, sono finiti per sbaglio (udite, udite!) a Cassarate e hanno deciso di tornarsene da dove erano venuti. Vi rendete conto? Cassarate! Un po’ come ritrovarsi nel Bronx di notte, o a Quarto Oggiaro: “Oh, mio Dio! Siamo a Cassarate! Chiudete le portiere dall’interno e iniziate a pregare!”. Ma c’è veramente una sola persona al mondo che ha smesso di venire a Lugano a fare spesa a causa del PVP? E dove andrà ora costui? Sul Pian Scairolo? Al Fox Town? Al Müller di Gravesano?

Anche i commercianti si lamentano (comunque non è mai colpa loro se gli affari vanno male: prima era l’euro, poi i Ticinesi che vanno a far spesa in Italia e infine il PVP). Ma è difficile capire di cosa si stiano lamentando, visto che a 100 metri da via Nassa è stato aperto, praticamente per loro, un autosilo nuovo di zecca, l’utilizzo dei posteggi pubblici in generale è aumentato del 7% e quello dei mezzi pubblici sfiora il milione e mezzo di utenti in più in due anni. Lugano ha poi tra l’altro, tra le “grandi città”, il trasporto pubblico meno caro della Svizzera. Può migliorare? Certo, deve migliorare e infatti migliora (se pensiamo che il PAL 2 prevede il ritorno del tram in una sorta di metro all’aperto… ). Ma no: questa gente vuol venire sempre e per forza in città in auto, magari in SUV. Hanno l’auto, l’hanno pagata e dunque hanno il diritto di andarci dove vogliono e quando vogliono.

Il loro discorso non fa una piega. “Una volta ci si poteva fermare per 5 minuti all’ex UBS per bere un caffè”, è stato detto da uno dei promotori della petizione. Esatto! Una volta. Ora il caffè lo si può anche bere sotto casa, andandoci a piedi. Oppure in centro, sì, ma prendendo il bus, la bici elettrica o usando il bike sharing. Ci si può anche andare in auto, volendo, ma senza il diritto poi di lamentarsi perché c’è traffico.

Il PVP, parlano i dati, ha portato su quasi tutte le tratte a una diminuzione dei tempi di percorrenza. Questo non vuol dire che nei momenti di punta (o in zone centralissime come Corso Elvezia, che nella foto deserta che vi proponiamo appare molto diversa da quella descritta dal servizio andato in onda su “Falò”) non ci sia un po’ di traffico e che l’intera rete non sia vicina al collasso.

Si può migliorare? Sì, si può e si deve. Ma Lugano è una città, e “città” significa “traffico”. Qualsiasi stolto, immettendosi in auto verso il centro di una qualsiasi città del mondo, metterà in preventivo un minimo di colonne, di semafori rossi e di attese. Perché Lugano dovrebbe essere diversa? Le interminabili code di una volta (per esempio su via Zurigo, via San Gottardo e via Besso) sono già state dimenticate?

E allora dai, spianiamo via Magatti e facciamoci un’autostrada. Spianiamo il lago e facciamoci un gigantesco posteggio. Il centro sarà più facilmente raggiungibile. Meno bello, ma più raggiungibile.

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