“Ho voluto dire No alla disumanizzazione”

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di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasiniFausto Carlo Antonio Beretta-Piccoli, detto Gerri, è decisamente un personaggio. Appartenente alla Lugano di Cansani e di Bignasca e loro coetaneo, è stato testimone dei grandi cambiamenti che la regione e la Città hanno subito negli ultimi decenni. Uomo del popolo, irriducibile idealista, sempre attivo in politica nell’ala dell’estrema Sinistra, aveva pensato di trovare qualche anno fa nei Verdi un alveo ideale in cui esprimere le proprie convinzioni. Ora però qualcosa si è forse rotto, qualcosa non funziona più. Fedele alla propria coerenza, nel momento in cui non si è sentito più a suo agio ha deciso di mollare. Eletto in Consiglio comunale per i Verdi, ha deciso tempo fa di abbandonarli. Noi abbiamo chiacchierato un po’ con lui.

Gerri, come mai questo divorzio, tra l’altro in tempi non sospetti?

I rapporti si sono rotti quando, inizialmente a scopo elettorale e successivamente ideologico, i Verdi hanno dichiarato che avrebbero sostenuto la triste iniziativa del 9 febbraio 2014. Quella maldestra iniziativa che, fra le molte richieste elencate, comprendeva anche quella del No al ricongiungimento famigliare. Con tutte le manifestazioni alle quali negli Anni Settanta ho partecipato a sostegno degli stagionali che nascondevano i figli nelle baracche… e forse qualcuno ha poca memoria, ma le abitazioni per gli stagionali erano dei pollai, e si veda a questo proposito il film “Pane e Cioccolata” di Nino Manfredi… ho voluto dire No a un passo verso la disumanizzazione: no, non lo voglio. “Madona di pom cudogn varda giò, chi i cunta su un sac da ball”.

Cosa puoi dire del rapporto coi colleghi del tuo gruppo in Consiglio comunale?

Quando ho chiesto ai Verdi di poter essere messo in lista, mi hanno fatto un esame: c’erano parecchi scettici, la paura che rubassi il posto a qualcuno era grande. In più, sono stato l’unico a essere sottoposto a questo esame. Alle elezioni del 2011 ho terminato quarto dietro i tre uscenti, senza fare campagna, organizzare comizi o comparire in radio o in televisione. Qualcosa ho portato al mulino dei Verdi e anche per le Comunali si è riusciti a fare gruppo. Da anni erano in due a Lugano in Consiglio Comunale e finalmente, con me, siamo diventati tre. Sono diventato capogruppo e lo sono tuttora, anche se qualcuno sta lavorando alle mie spalle. Di sicuro non Nicola: è una sensazione, non un’affermazione.

Vuoi dire qualcosa in merito alla recente querelle che ha avuto come protagonista Maristella Patuzzi?

Personalmente non credo che sia predisposta per la politica. Ha delle qualità musicali che io non possiedo nel modo più assoluto: sono stonato anche se suono il campanello di casa. Ho altre cose che mi riescono meglio e su quelle so dare il massimo.

E i rapporti con gli amici e con Sergio Savoia?

Chiaramente i miei rapporti con i Verdi sono ormai molto limitati. Devo però ammettere che da Greta, nonostante non fossimo in sintonia totale, ho ricevuto parecchio sostegno. Di Maggi posso dire che, dopo la votazione in Gran Consiglio per il Parco del Piano di Magadino, mi ha ringraziato in modo sincero. Con gli altri Verdi ho rapporti solo formali. A Lugano idem. Ho parecchi contatti con i “dissidenti”, con cui ho degli ottimi rapporti. E sono quei 50 che pian piano si sono ritirati. Chiaramente era nel calcolo del Coordinatore: “Ne perdo 50 ma ne raccolgo altri che di Verde hanno solo i piselli congelati nel frigo”. Malgrado qualcuno mi abbia definito un voltamarsina, io sono sempre appartenuto a un’area di Sinistra a cui pensavo appartenessero anche i Verdi e ho sempre ricevuto ampi consensi perché ho consentito alle persone di conoscere buona parte della mia persona, mantenendo sempre una ferrea linea d’onda e trasparenza. Ovviamente, alle prossime elezioni non voterò Verdi e nessun candidato appartenente al partito, anche se all’interno ci sono persone meritevoli. Sosterrò gruppi che, a mio avviso, sono più meritevoli e meno ingannevoli.

E tu sarai in qualche lista?

Sono stato contattato da svariati gruppi, ma non mi sono sentito di assicurare la mia presenza in Gran Consiglio per quattro anni. Fare la staffetta non appartiene alla mia etica personale e politica. Finirò nel 2016, quando ci sarà il rinnovo del Consiglio comunale a Lugano, e allora avrò 70 anni. Ho iniziato a 20, in Consiglio comunale a Lugano, e a quel tempo c’era come sindaco l’indimenticabile Paride Pelli. Credo che 50 anni di vita politica siano ampiamente sufficienti. Mi dedicherò di più a mia nipote che vive in Argentina, così potrò diventare un danzatore di tango e cavalcare nella pampa sconfinata come Don Chisciotte. Perché i sogni non te li ruba nessuno.

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Commenti da Facebook

  • io sono uno di quelli che nell’indecisione guardava a Gerri, ho sempre votato dove c’era lui.
    adesso, francamente, non so davvero più chi cazzo votare…

    • …allora non votare che così ci risparmi altri quaquaraquà trasversali alla democrazia sinistrata. Quelli a beneficio,tra l’altro, di tre pensioni(AVS, onorevole cantonale, onorevole comunale). Non vado oltre perché è Natale.

  • René

    Compagno Gerri, sei sempre un vero combattente con il cuore grande !

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