I piccoli lord liberali-radicali

Di Redazione

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di Santerre

Il mondo è fatto di tante piccole, divertenti cose, una di queste è senza dubbio composta dai Giovani Liberali Radicali Ticinesi. Girando per Facebook sulle loro bacheche si trova un campionario di umanità con un bel comun denominatore: sembrano dei manichini.

Mai un capello fuori posto, mai una posa sciallata, mai lo sguardo assente, mai uno sbadiglio. Mai, insomma, qualunque cosa normale per noi esseri umani. Loro sono sempre perfetti, come le modelle dopo ore e ore in sala trucco e 80 ripassate di Photoshop. La natura li ha fatti così, perennemente con la scopa nel culo e rigidi come piloni dell’autostrada.

L’avevamo già scritto sul lancio e poi sulla riuscita della raccolta firme per il referendum sugli ecoincentivi: questi sono giovani vecchi. A Natale hanno ridato alla tele come ogni anno “Il piccolo lord”, e sembrava un GLRT anche lui: Cedric, 7 anni, vive in un castello con un’immensa eredità, un bel cravattino e una giacchetta stirata alla perfezione. Magari i nuovi John Locke e Adam Smith non avranno un castello, ma il concetto è quello.

E insomma va così. Bisognerebbe però far loro capire che le sorti del mondo non dipendono dalla loro giacchetta o dalle loro sbrodolate in difesa del neoliberismo, che il male non è lo Stato e nemmeno lo è Tsipras. Ci dimostrino che sono umani. Che ogni tanto sono spettinati, che a volte ruttano, che ai tempi del liceo hanno fatto fuga quando c’era un espe difficile. Li sentiremmo più vicini, noi dell’umile volgo. Mica per altro.

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