Un cigno nel petrolio

20150205cassandra

di Cassandra

Martino Rossi, grande vecchio della Sinistra Luganese, si china (non perché sia gobbo) sulle lagne della Cassa pensioni di Lugano. Non so voi, a me girano un po’ le scatole: non sono una dipendente del Comune di Lugano, ma i buchi, le perdite e i tagli cominciano a farmi arrabbiare.

Ecco che ci dice il buon Martino:

“Il “risk manager” della cassa pensioni di Lugano annuncia che l’abbandono del cambio fisso euro-franco le ha provocato una perdita di 15 milioni. Nel 2011, i gestori della cassa giustificavano la perdita sui cambi di 4,6 milioni con la decisione della BNS di stabilizzare il Fr. a 1,20 contRo l’Euro. Nel periodo 2008-13, la Cassa ha perso 20.1 milioni sui cambi! Sempre colpa della Banca Nazionale? Nessuna autocritica, presidente della Cassa Giorgio Giudici?”

Insomma, Giorgio Giudici, più che un sindaco, sembra la mia amica Renata quand va al FoxTown: o le metti la museruola, oppure in men che non si dica riesce a sperperare tutti i soldi in inutili quanto pacchiani accessori di marca. Giudici sembra non essersi limitato a gestire solo la Città di Lugano con la disinvoltura di un dandy da casinò, ma si è lasciato prendere la mano anche con la cassa pensioni.

È curioso il silenzio che Liberali e Leghisti fanno calare con eleganza, come un foulard di Gucci, sulla passata fresca gestione del Comune. Sembra che le disgrazie, in cui oggi Lugano sguazza come un cigno in una chiazza di petrolio, non siano colpa di nessuno, come se fossero calamità naturali.

Ecco, questo mi fa davvero arrabbiare. E gli altri, quelli che protestavano, venivano zittiti con scherno, quando non sbugiardati su “il Mattino”.

Adesso Bertini e Vitta, eredi di questo corso liberal-leghista, vogliono salire al potere nel Cantone. Io qualche dubbio ce l’avrei…

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