Era meglio il Mago Otelma, davvero

Di

20150331mordasini

di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasiniStamattina apro “la Regione Ticino”. C’è un sondaggio elettorale, l’ennesimo. Vado a curiosare. Lo ha fatto Mirko Nesurini per conto della GWH, creatura del Nesurini medesimo. E non una riga per dire che il Nesurini (ritratto sorridente in una foto, come se ci fregasse che faccia ha) da anni è sul libro paga del PLR per le sue campagne elettorali e per quelle di suoi singoli candidati. Piccolo, insignificante dettaglio.

Non solo: siccome sono curioso come una scimmia, mi informo da fonti certe e scopro che il sondaggio è stato commissionato e pagato sempre dal PLR. Me lo conferma il “Rapporto di ricerca” che mi procurano le mie fonti e che a questo punto merita di essere pubblicato qui. E difatti è tutto scritto come se fosse rivolto ai suoi committenti liberali. Per la serie: “Siamo obiettivi e indipendenti”.

Ma veniamo ai risultati del sondaggio. Dal quale emerge che il PPD è al 31,4%, i Socialisti al 7,2% e i Verdi insieme a Montagna Viva e al Partito della castagna bollita tutti insieme all’1,5, e c’è dentro anche il POP. I Comunisti? Non pervenuti. E non è una barzelletta. Capito? Ripeto: il PPD oltre il 30%, una roba mai vista. Poi giramela come vuoi, aggiungi e precisa che quei dati lì riguardano solo quelli che hanno già deciso di votare, ma tu comunque i dati li dai. E fai credere alla gente che questi siano i risultati.

Ma il Nesurini come l’ha fatto, il sondaggio? Pescando a caso nell’elenco telefonico, con l’unica condizione di rispettare la rappresentanza geografica: così ha detto. E chi il telefono non ce l’ha? Boh! Escluso dal sondaggio. E non parliamo di quattro gatti: sono tanti quelli che ormai usano solo il cellulare e la linea fissa la tengono solo per Internet. Perciò questo sondaggio è già bacato per questo. Ma non solo: lo sanno anche le panchine che un sondaggio accurato deve avere un campione grande abbastanza e rappresentativo. Rap-pre-sen-ta-ti-vo, capito? Quindi bisogna considerare, per esempio, anche le classi di reddito, le tipologie professionali, la formazione scolastica. In questo sondaggio il campione viene suddiviso in fasce di età tagliate con la scure e si considera il 40% di senza lavoro. Nient’altro. Per il resto, il Nesurini ha pescato a caso dall’elenco telefonico, pare.

Ora, un sondaggio farlocco è solo un sondaggio farlocco. E dovrebbe lasciare il tempo che trova. Invece, in un editoriale in prima pagina e in due paginate interne de “la Regione”, merita la produzione di alcune perle giornalistiche memorabili:

  1. secondo Matteo Caratti, il vero dato che emerge dal sondaggio-comica è la lotta tra la Lega e il PLR,
  2. il fatto che il PPD superi entrambi non entra nemmeno in considerazione e la locomotiva Beltraminelli e compagnia cantante vengono relegati nell’angolino come indegni di nota,
  3. il crollo dei Socialisti, che dovrebbero uscire dal Governo, non frega a nessuno,
  4. Savoia scompare, per quale strano gioco alchemico non si capisce.

Scusate il turpiloquio che seguirà, perché sono un po’ alterato e frastornato. Perciò metterò da parte il mio consueto aplomb, riflettendo sul concetto di etica giornalistica, che queste elezioni sembrano aver relegato a un gioco per bambini della scuola dell’infanzia.

Ehi! Ma che cazzo scrivete? Il testa a testa tra PLR e Lega? Col PPD al 30% e il PS e i Verdi che scompaiono e i Comunisti che nemmeno esistono? Ma cos’è il Ticino per voi? Il reame di Mordor dopo che vi siete calati 54 pastiglie di ecstasy?

Non sappiamo chi ha deciso di scrivere le assurdità che oggi campeggiano su “la Regione”: cose che nemmeno il “Giornale del Popolo” dei momenti migliori avrebbe avuto lo stomaco di pubblicare. Forte però è il raccapriccio davanti a un’operazione strategica così triste. Le truppe liberali all’attacco non hanno niente di meglio che inventarsi un sondaggio farlocco in cui la battaglia tra il PLR e la Lega si sviluppa in tutto il suo furore. Ma allora per tanto così il sondaggio inventatelo del tutto: date i Liberali al 50% e i Comunisti al 47.

Anzi, potremmo proprio fare così, la prossima volta: ogni partito commissiona il suo sondaggio e ne trae le debite conclusioni. Non male come idea, no? Così vinciamo un po’ tutti. Contenti?

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