Il rigurgito dell’ultradestra

Di

20150306Santerre

di Santerre

E niente, va così. Qualche giorno fa il GAS ha pubblicato un articolo sull’ennesima sparata di Blocher: un articolo di critica, fondato, non volgare, preciso. Incontrovertibile, dato che erano presenti riferimenti storici chiari anche ai sassi. Eppure, nello spazio dedicato ai commenti, uno sparuto gruppetto di persone ha iniziato a inveire, offendere, criticare.

Portando motivazioni? Controbattendo sul tema? No, inveendo e offendendo. Era fondamentalmente gente qualunque, c’erano la sciùra di Mendrisio, il quarantenne a caso e magari l’italiano naturalizzato, categoria forse osteggiata da Lorenzo Quadri ma sempre più a capo della fila del nazionalismo più sfrenato. C’erano, soprattutto, critiche immotivate a chiunque provasse a commentare con un minimo di senno, portando link, fonti, dati. Un belato di “$ocialisti, komuni$ti”, anche se ha piacevolmente sorpreso la mancanza di accenni alla “kultura”: i titolari del brand saranno stati in ferie. Insomma, ci siamo capiti: il vuoto torricelliano.

Va bene, direte voi, ci sono le attenuanti. Certo, su Facebook girano i peggiori frustrati possibili, l’elettorato di riferimento dell’UDC e della Lega non brilla per curriculum universitari, i commenti avevano una così alta percentuale di “x” e “k” che sembrava di essere tornati alla Scuola media. Però, superate queste ormai solite difese d’ufficio, resta la grande, grandissima amarezza del notare come passino gli anni ma l’Ultradestra rimanga sempre la stessa: violenta, rude, volgare, mai costruttiva, talmente ignorante da non vedere nemmeno l’immagine fascista che riflette quotidianamente.

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