Nei forni come gli ebrei

Di

20150308mordasini

di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasiniStavolta Massimiliano Robbiani l’ha fatta grossa.

Io ci litigo da anni, e d’altronde è diventato un simpatico siparietto vedere i battibecchi incrociati che ci lanciamo ogni tanto. Battute sui neuroni di Robbiani o sul kompagno Morda$ini fanno ormai parte del folklore popolare. Pur avendo ideologie contrapposte, abbiamo entrambi il vizio di debordare, a volte. La passione è una brutta bestia. Se però la passione si accompagna a evidenti limiti nel gestire le ditacce che pestano sui tasti del computer, può diventare letale.

Robbiani, nella sua ultima performance, in pratica ha detto che vedrebbe volentieri Natalia Ferrara Micocci bruciare nel camino. Dimostrando una buona conoscenza nell’ambito dello smaltimento cadaveri via forno, Robbiani specifica che però le ossa non bruciano bene.

Le ossa di Micocci non bruciano bene, no.

Allora, mi vengono in mente, purtroppo, anche se non vorrei, altre uscite del genere, legate agli zingari, agli ebrei o a tutti coloro che non sono amati da una certa Destra, che maschera con una patina di civiltà il lupesco furore che la agita sotto la pelle. La marcia ideologia che, se lasciata fuoriuscire, ci presenterebbe orrori che avremmo voluto dimenticare 70 anni fa.

Perché io non ci credo. Io lo so che una certa Destra tutta luganighe e boccalini, tutta “prima i noss” e feste campestri, questa Destra estrema, ha addosso solo la pelle dell’agnello, pronta a disfarsene appena ne intravede la possibilità.

Per questo la combatterò fino alla fine, per questo saremo sempre in prima linea. Non per Micocci, bersaglio stavolta del robbianesco furore, ma per gli ultimi della terra, gli ebrei, gli zingari, i negri, gli slavi, i musulmani, i vagabondi e gli accattoni, gli ecuadoriani e gli albanesi.

Per tutti quelli che hanno solo noi a difenderli.

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