Un consuntivo di Sinistra

Di Redazione

20140523cienfuegos

di Cienfuegos

Le elezioni sono terminate ed è tempo di fare le prime considerazioni per la Sinistra.

La Gioventù Socialista si presenta con una lista con 12 candidati, tutti molto giovani, alcuni ben preparati, altri meno. Globalmente escono bene, andando ad accarezzare, nel tardo pomeriggio di lunedì, il loro primo seggio. Per essere alla prima sfida elettorale, i giovani Socialisti hanno ottenuto globalmente un buon risultato. Credo però che sarà una grande sfida ripeterlo senza operare dei cambiamenti. L’abilità nello sfruttare l’essere giovani, la capacità di cavalcare la novità sulla scena politica e l’essere conosciuti dai coetanei non aiuteranno più. Urge al più presto la definizione e la presentazione chiara di un programma politico, capace di concretizzare le idee socialiste che li motivano, e una chiara separazione dal Partito Socialista, un compagno di viaggio oggi troppo ingombrante.

Il Movimento per il Socialismo e il Partito Comunista ci hanno riprovato: di nuovo presenti con una lista congiunta con l’unico obiettivo di affiancare Massimiliano Ay a Matteo Pronzini in Parlamento. A sorpresa un po’ per tutti, il risultato è stato raggiunto. Un successo chiaro e tondo, che permette alla Sinistra di opposizione di ottenere il secondo seggio. Da molto tempo indipendenti, Ay e compagni hanno finalmente ottenuto i frutti del loro lavoro. Un percorso non facile, all’interno di una Sinistra estremamente frammentata, capace di disperdere e perdere voti importanti. Un percorso segnato anche da prese di posizione talvolta contestabili, con strizzatine d’occhio da parte di alcuni candidati ai GLRT, con interviste su testate (pseudo-)giornalistiche, con contatti internazionali poco comprensibili, con l’allontanamento di Leonardo Schmidt e infine con l’espulsione della sezione cantonale dal Partito nazionale. È tempo ora per Pronzini e Ay di rimboccarsi le maniche e lavorare per costruire un’opposizione concreta, forte e preparata e dibattere con un Parlamento fortemente borghese e di Destra.

Che il Partito Socialista abbia dei problemi l’hanno capito anche i sassi e ben prima delle esternazioni di Venuti e Ghisletta. Quali siano questi problemi è invece più difficile capirlo. Su un fatto però non si scappa: la presidenza del Partito dev’essere rimessa in discussione. Come spesso accade quando una squadra gioca male, a rimetterci è l’allenatore. E in questo caso non si deve fare eccezione. La campagna è stata impostata male, con una lista per il Governo oggettivamente debole, non certo il grado di contrastare le due locomotive della Lega, la giovane lista liberale(-radicale) e men che meno quella cristiano-democratica. La presidenza del Partito è stata incapace di trovare le giuste formule per contrastare una demagogia dilagante nel Cantone e di fare un’analisi chiara delle ormai sempre più numerose sconfitte.

La conclusione che si può ricavare da queste elezioni è chiara: a Sinistra ha vinto la Sinistra giovane, capace di portare un’aria nuova, nuova energia e nuova sensibilità politica. Hanno vinto la GISO, l’MpS e il PC.

Non rimane che un necessario quanto utopico invito alle forze di Sinistra ad accantonare le rivalità, per lo più personali, che regolarmente ci portano a perdere consensi. Si cerchi, in questi quattro anni, di lavorare insieme, uniti per il bene del Cantone.

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