I 10 Comandamenti del Ticinese Modello

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20150430narses

di Narses

C’è un regime-ombra da 25 anni in Ticino, parallelo alle istituzioni democratiche: una sorta di status che agisce a un livello inferiore nella vita sociale del Cantone. Una rinnovata Inquisizione muove le sue spie e tesse le sue trame nel tessuto sociale, ramificandosi fino ai gangli della vita pubblica e condizionando la vita e le decisioni private e professionali dei cittadini.

Novelli Torquemada nelle loro tonache rossoblu lanciano accuse di eresia sulle pagine del bollettino domenicale della Santa Sede Leghista e relativa appendice on line, colpendo chiunque osi solo distaccarsi dallo sciovinismo dilagante e infamando, diffamando, mistificando.

Accade così che è diventato un rischio esprimere opinioni o compiere azioni che infrangano i Sacri Decreti del Leghismo, pena la pubblica gogna sul gazzettino che raggiunge decine di migliaia di lettori. Accade così che nessuno sia più libero di compiere le proprie scelte pubbliche se esse non coincidono con la morale che ci vorrebbe tutti armati di forcone, pronti a difendere Madre Elvezia dall’invasione dei barbari italici e Unioneuropeisti.

Esiste una sorta di decalogo del Ticinese Modello: i 10 Comandamenti che stabiliscono cosa è conforme al Credo sottogottardiano e cosa non lo è.

  1. Non avrai altro Dio all’infuori del Nano.
  2. Non nominare il nome del Nano (e soci) invano.
  3. Ricorda di santificare la Lega (ovvero: non parlar male di noi o ti diffamiamo).
  4. Onora i Padri Fondatori Leghisti (altrimenti son querele).
  5. Non uccidere gli Svizzeri (se invece auguri la morte ai migranti, sei uno di noi).
  6. Non commettere atti impuri. Quindi non assumere gli Italiani, anche se li paghi come gli Svizzeri e anche se meritano. Le mignotte brasiliane invece vanno benissimo, soprattutto se pagano gli annunci.
  7. Non rubare ai Ticinesi. Quindi guardati bene dal fare qualunque favore a un frontaliere, anche offrirgli un caffè.
  8. Non dire vera testimonianza a favore dei frontalieri. Lascia che siamo noi a diffamare.
  9. Non desiderare la roba degli altri, a meno che non siano frontalieri. In quel caso, puoi reclamare il loro posto di lavoro.
  10. Non desiderare la donna d’altri. Limitati invece a sbavare sulle mignotte negli annunci de “il Mattino della domenica”.

Chiunque osi anche solo mostrare un minimo di riguardo verso gli odiati invasori è tacciato di collaborazionismo e messo alla pubblica gogna, con il rischio concreto di serie ripercussioni sulla sua vita sociale e lavorativa e su quella dei suoi cari: dalla cassetta della posta piena di pornografia e insulti fino a seri problemi sul lavoro.

Inutile nascondersi dietro lo stendardo della difesa dei diritti dei Ticinesi: di fatto, se non sottostai a queste regole, è la gogna. O il rogo, se l’Inquisitore si chiama Robbiani.

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