La mela non cade mai lontano dall’albero

Di Redazione

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di Shevek

faccinaGASshevekI social media hanno questo di bello: puoi condividere. E condividendo dici tanto di te: quel che pensi, quel che ti piace, quel che desideri. Osservi il diario di qualcuno su Facebook e comprendi un po’ la sua visione del mondo. Perché la condivisione di un post, di una foto, di un video, di un link vale anche più di un Like: non solo ti piace, ma addirittura vuoi rendere i tuoi amici partecipi tanto da mostrarlo pure a loro. Giusto?

Bene. Ora andiamo a ravanare nel diario e a vedere le condivisioni nel passato del signor Mirko: così, uno a caso. Mirko condivide una presa per il culo della signora Cécile Kyenge, giocando sull’aggettivo “negro”. E fin qua potremmo parlare di semplice cattivo gusto. Poi però Mirko rivela un po’ di più sul proprio pensiero politico quando condivide una citazione del Duce. Ci sarà dietro un’ammirazione? Ravana, ravana… ed ecco: Mirko condivide anche la foto di una donna con la sua bambina in burqa accostate ai sacchi del pattume, ossia ciò che già fece Massimiliano Robbiani (che poi si scusò). E qui si comincia a sentire puzza di articolo 261 bis del Codice penale, quello che punisce la discriminazione razziale. Ma il peggio deve ancora arrivare. Perché Mirko tocca il fondo quando condivide la foto di alcuni bossoli con i nomi dei destinatari dei proiettili, fra i quali i rom e gli zingari. E questo non va bene. Per niente. E la voglia di invocare l’articolo 261 bis è tanta.

Ora, si potrebbe pensare che Mirko sia uno dei tanto intolleranti a piede libero sui social media. E certo le parentele non impegnano nessuno. Ma Mirko Gobbi Vais ha un figlio. Che si chiama Norman. E che di mestiere fa il presidente del Consiglio di Stato. E che è pure ministro delle Istituzioni, ossia colui che dovrebbe garantire l’applicazione dell’articolo 261bis. E che magari una parolina al suo babbo potrebbe anche dirla. Magari, neh. Così, senza impegno. Per dire. Potrebbe.

La condivisione sui social media dice tante cose, davvero.

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