Adesso sei un grande tennista

Di Jacopo Scarinci

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di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciIeri sul Philippe Chatrier di Parigi Stan Wawrinka ha riscattato tutti noi. Tutti noi che magari abbiamo sempre avuto qualcuno più bravo davanti e a volte lo abbiamo avuto persino in casa. Perché provateci voi a emergere con giornali, pubblico, tifosi, cialtroni ed esperti che ti paragonano a un tale Roger Federer pure nel modo di autografare palline.

Ha riscattato noi comuni mortali, questo figlio di un migrante che, partendo dal basso e dimenticandosi del proprio talento per larga parte dei suoi 30 anni, è riuscito a vincere il Roland Garros. Ma soprattutto ha riscattato quelli che non hanno sbatti, i perennemente annoiati, i nati stanchi.

Perché basta guardarlo, Stan: rovescio al limite del poetico, potenza di un bufalo ma stazza di un uomo a cui il cibo piace, e anche tanto. La sua, finora, è stata una carriera costellata da cali di tensione, con picchi come l’Australian Open 2014 seguiti da figure meschine come quelle collezionate a Indian Wells poche settimane dopo e al Roland Garros di questi tempi 12 mesi fa contro il tutto tranne che irresistibile Garcìa Lòpez.

L’immenso John McEnroe, che a Parigi il trofeo l’ha solo sfiorato nella finale del 1984 persa contro Lendl, disse che non si è dei grandi tennisti se non si vince almeno una volta in Francia. Bravo, Stan, adesso sei un grande tennista.

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