Il Rompiscatole

Di Corrado Mordasini

20150522Mordasinidi Corrado Mordasini

faccinaGASmordasiniL’altra sera guardavo “Il Rompiscatole” per pavida inerzia, per consapevole e vile abbrutimento. Odio i quiz. Quando c’è il rumore misterioso a Rete Uno mi viene una specie di frenesia e cambio subito stazione radio. L’incolpevole Marco di Gioia con “Zerovero”, pieno di buona volontà, non riesce a evitarmi attacchi di scabbia pruriginosa: lo tollero solo perché a mia figlia piace rispondere.

Ma la vetta della nullità è “Il Rompiscatole”. Niente contro il povero Soldati, che ha quell’aplomb un po’ britannico e cammina come una marionetta. A fare il mentalista è bravissimo, ma come presentatore lasciamo perdere. Anche se non è lui il problema. Il problema sono i concorrenti, spesso tragico spaccato della cultura del nostro Cantone. Anzi, cultura è già una parola grossa.

Quella sera il tizio riceve gli indizi. All’inizio è quasi impossibile indovinare, ok.

Primo indizio: “Fa luce”. E ci siamo, dai: un lampione, una lucciola.

Secondo indizio: “È eterna”. Mmmh, difficile: fa luce ed è eterna. Una luce nucleare? Mah.

Terzo indizio: “È un animale”. Difficilissimo, anche se ai più astuti un’idea sarà venuta. Anche al genio sullo sgabello, che risponde: “Un lupo”.

Un lupo. Che fa luce ed è eterno. Certo. Ne ho due in giardino.

Un lupo? Ma cosa cavolo dici? Ma allora stai zitto, no? Perché devi dare aria alla bocca? E perché non un ornitorinco o un maiale lanoso? Fanno tutti luce!

Non so nemmeno perché mi arrabbio. Altro indizio, il quarto: “Non è un’ortica ma è urticante”. Il genio: “Non so neanche cosa vuol dire urticante”. Santa Maria di Cantù e di Tranvate sul Menisco, ma perché non taci? Perché devi anche renderci partecipi della tua incoscienza dolcemente infantile, della tua pochezza? Perchééé?

Alla fine era una medusa, la Turritopsis Nutricola, luminosa e capace di far regredire il suo stato in un ciclo continuo di rinascita. Va bene, mica sei obbligato a saperlo, però dovresti sapere che i lupi non fanno luce.

Ecco, rimpiango il “Rischiatutto” di Mike Bongiorno. Sono abbastanza agé da averne reminiscenze. Quelli erano campioni, roba da Guinness. Se uno si presentava per Storia della Svizzera gli chiedevano: “Al patto del Grütli erano presenti i tre landamani di Uri, Svitto e Untervaldo. Come si chiamavano (nome, cognome e soprannome), come si chiamavano le mogli, quanti figli avevano, di che età e il colore dei capelli (dei figli). Mentre alla corte degli Asburgo si faceva una festa: chi erano gli invitati, cosa si suonava e a base di che liquore era la boule. Ha un minuto per rispondere!”. Quelli cominciavano,e in un minuto, quasi sempre, riuscivano a snocciolarti tutto. Quella sì che era adrenalina.

Questi invece sono quiz per lobotomizzati, con domande che insultano non solo il genere umano ma i primati tutti fino al bonobo.

“Un lupo”. E ho detto tutto.

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