Pamini, paura dei simboli?

Di Jacopo Scarinci

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di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciQualche sera fa “Il Quotidiano” ha trasmesso un interessante dibattito tra Matteo Quadranti e Paolo Pamini sulla questione della bandiera del Consiglio d’Europa esposta dal Municipio di Balerna il 5 maggio scorso.

Sarebbe simpatico cercare di capire perché Pamini si sia così fieramente opposto a questa scelta e perché auspichi che non succeda più. In buona sostanza, per il Gran consigliere de La Destra è stato un errore esporre la bandiera del Consiglio d’Europa perché, un bel giorno, prima la CEE e poi l’UE hanno preso come simbolo le vituperate stelle dorate su sfondo blu. L’equivoco è quindi sempre dietro l’angolo, poiché secondo Pamini la gente vede quella bandiera pensando all’UE affamatrice di popoli, cattiva e stronza invece che al nobile Consiglio d’Europa del quale pure noi siamo membri, e da decenni.

Se non è trattare da stupidi la gente questo, viene da chiedersi cosa lo sia. Che la Svizzera non faccia parte dell’UE lo sanno anche i bambini dell’asilo, e il vedere una simile bandiera esposta dal Municipio di Balerna o Lugano o Bellinzona dovrebbe suscitare curiosità nel cittadino, non paura. Come mai c’è quella bandiera? Cos’è il Consiglio d’Europa? Perché la Svizzera ne è membro? Questo dovrebbe chiedersi chi, lecitamente, non è addentro a queste cose.

La curiosità, lo studio, l’approfondimento sono i metodi migliori per combattere l’ignoranza e il populismo che portano, come dimostrato da Pamini, persino alla follia di aver paura dei simboli.

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