Sei aperto alla vita? Allora pesta tua moglie

Di

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di Lafcadio Wluiki

Signore donne, ragazze, moglie e fidanzate, sappiatelo: se il vostro uomo vi pesta a sangue, o peggio vi ammazza perchè lo avete mollato o perché pensa che non lo amiate più, la colpa è vostra, ve la siete cercata!

Almeno, stando alle parole di Kiko Arguello, il fondatore del Cammino Neocatecumenale, il movimento nato in seno alla Chiesa Cattolica (e al suo interno spesso aspramente criticato per una serie di “originalità” paraliturgiche e dottrinali) che propugna la riscoperta del battesimo e della fede cristiana attraverso un cammino spirituale, che conta ormai decine di migliaia di seguaci in tutto il mondo e che fra i suoi valori mette ai primi posti l’apertura alla vita, ovvero, in sostanza, il prendere alla lettera l’”andate e moltiplicatevi” biblico e sfornare figli in sequenza (infatti è neocatecumenale la famiglia Anania di Catanzaro, ospite a Sanremo quest’anno con i suoi 16 figli).

Kiko Arguello, che non è un uomo di Chiesa ma un artista laico, dal palco di Piazza San Giovanni ha sostanzialmente sostenuto (e non ce lo inventiamo: il video è di pubblico dominio) che il femminicidio spesso avviene quando una moglie smette di amare il marito (e, aggiunge, se ne va con un’altra donna, perché la frasetta omofoba ci sta sempre), e allora egli come “primo impulso” (sic!) prova quello di ucciderla o di uccidere i figli per dimostrarle il male che gli ha fatto.

Ora, sinceramente, non so quanti di noi abbiano realmente provato questo “primo impulso” quando si viene lasciati dalla propria donna. Sì, magari piangiamo, ci disperiamo, ci deprimiamo, ma questa è la prima reazione normale e umana. Non strangolarla con un filo del telefono, come sostiene il signor Arguello, o massacrare i nostri figli “per darle una lezione”.

Ma come ti viene in mente che un uomo ragioni così? Ma quale distorta logica segui?

Io capisco che, come dice Arguello, “non possiamo vivere senza essere amati prima dalla nostra famiglia, poi dagli amici a scuola, poi dalla fidanzata e infine da nostra moglie”, e su questo siamo d’accordo. Ma, se questo non accade, francamente volere assassinarla non è “il primo impulso”: è da psicopatici, punto e basta!

Ma è davvero serio, Kiko Arguello, quando dice che la causa scatenante del femminicidio è la donna che smette di amare il marito (Che magari va a troie, a minorenni o a trans o magari la massacra di botte ogni giorno)? E, soprattutto, è davvero umano che migliaia di persone applaudano a sproloqui del genere?

O forse, davvero, per la donna nella morale cattolica tradizionalista (perché per fortuna non sono tutti così, e bisogna dirlo) esiste solo il dovere di stare zitta e muta e aprire le cosce a comando per sfornare progenie, e se un attimo apre gli occhi e cerca di uscire da questo meccanismo allora è “normale” massacrarla?

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