Sangue e merda

Di

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di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciIl voto di protesta è oggettivamente figo, anche perché fa comodo, salva da eccessivi ragionamenti. Sei un Ticinese senza lavoro? È tutta colpa dei frontalieri e quindi voti chi sbraita contro di loro. Sei uno Spagnolo, un Greco o un Italiano e sei vittima della crisi? Voti chi urla contro l’Unione Europea, ritenuta colpevole di tutte le tragedie sociali e anche del rigore che l’arbitro ti ha fischiato contro.

Sì, è facile. Ma non risolve di certo i problemi. Lo dimostrano, giusto per ricordare gli esempi prima citati, l’esplosione del numero di lavoratori frontalieri durante i quattro anni di maggioranza relativa leghista in Consiglio di Stato, il vuoto nel quale è caduta l’utopia grillina in Italia, il logorante braccio di ferro tra l’UE e la Grecia, Podemos che vince le Amministrative in Spagna ma si allea subito con i Socialisti perché da solo non va da nessuna parte.

Votare di pancia, dire che è colpa dei politici, dire che ci si è rotti le palle va bene, ma poi bisogna governare. E, piaccia o no, la politica non è teoria, una cosa astratta, un libro dei sogni. La politica, per dirla con Rino Formica, Socialista italiano ministro negli Anni Ottanta, è “sangue e merda”. La politica è sentirsi dire da Bruxelles: “Avete firmato un accordo? Cazzi vostri”. La politica è non poter riformare un Paese come vorrebbe fare Tsipras perché chi ha governato prima di lui ha accumulato debiti da capogiro. La politica è fare i rivoluzionari come Podemos per poi stringere alleanze coi “dinosauri” socialisti vituperati fino a un minuto prima.

La politica è un costante compromesso: a volte ci guadagni e a volte ci perdi. La protesta e la rivoluzione sono un’altra cosa. Non peggiore o migliore: semplicemente un’altra cosa.

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