Savoia: ex volpe, ex di Sinistra ed ex leader

20150729batman

di Batman

Niente congiunzione di liste fra PS e Verdi ed è tutta colpa dei Socialisti: Sergio Savoia confida a Liberatv (un media a caso) tutta la propria indignazione per l’inaccettabile decisione della direzione del Partito Socialista di proporre al Comitato cantonale Roberto Malacrida come candidato al Consiglio degli Stati. Una dichiarazione che getta nello sconforto solo Malacrida, che già si vedeva sommerso dai voti di chi di Savoia e dei suoi continui voltafaccia non ne può più. (In netto rialzo invece le vendite di prosecco nei negozi bio e alternativi). Un’indignazione talmente palesemente costruita e ipocrita che non ha tratto in inganno nessuno.

Come a nessuno sono sfuggite le reali motivazioni che stanno alla base della proposta di fare di Savoia il candidato unico della Sinistra agli Stati (pure suggerita da Liberatv ): un maldestro e vano tentativo del leader verde di recuperare il sostegno delle sezioni regionali che ormai sembrano animate di vita propria (a parte naturalmente quella luganese, diretta dalla fida e onnipresente Tamara Merlo). Il coordinatore ecologista sognava, neppure tanto in segreto, di candidarsi alla Camera alta con la benedizione della Lega. Non a caso tutta la campagna per le Cantonali, che avrebbe dovuto indurre gli elettori a votare scheda verde, è stata invece un banco di prova per testare la forza di Destra del leader, che non ha esitato a mettere in sordina le proposte ecologiste e sociali per riprodurre lo stile e le idee di Lega e UDC. Il coordinatore verde è giunto perfino ad aderire a un comitato blocheriano che prende di mira il rispetto dei diritti umani pur di guadagnarsi simpatie a Destra.

La proposta di una candidatura unica del campo progressista è emersa solo dopo il rifiuto categorico del sostegno espresso da Attilio Bignasca e a seguito del palese malcontento di una gran parte dei Verdi per i disastrosi risultati di una campagna condotta con metodi polizieschi da un responsabile democentrista e con la complicità dell’Amato Leader verde e dei suoi soldatini. Gli stessi soldatini che Savoia ripropone per l’appuntamento alle urne di ottobre: Tamara Merlo, ça va sans dire, ormai presente in tutti i consessi del partito ma i cui meriti sono e resteranno per anni uno dei “casi insoluti” della politica ticinese, Elisabetta Lara Gianella, (ex) leghista che contribuendo con un solo capitolo al libro di Savoia sulla libera circolazione si è guadagnata inspiegabilmente un posto d’onore sia per le Cantonali sia per le Federali, e Franco Denti, un uomo con una visione della società ormai superata da oltre 50 anni.

Questo leader, con questi candidati, aspirerebbe a essere l’unico rappresentante della sinistra? Non ci hanno creduto i tesserati verdi che hanno apertamente boicottato l’ultima assemblea, in cui sono state presentate le liste, allora perché dovrebbe crederci la direzione del PS? Una simile proposta era chiaramente inaccettabile e destinata appunto a rigettare la colpa su altri.

Per trarre in inganno, la farsa sarebbe dovuta essere almeno minimamente credibile e allestita con intelligenza. Intelligenza che manca visibilmente a Savoia quando dice di non aver capito questo passaggio del comunicato “galeotto”:

“Il PS dovrebbe affrontare la crisi finanziaria e la povertà conseguente rimanendo a Sinistra, una Sinistra rosso-verde e laica, impermeabile a ogni tentazione e contagio neocapitalistici, a ogni compromesso di matrice populista, che possa intaccare l’etica della solidarietà indifferenziata verso l’Altro, povero, ammalato o vulnerabile: il PS ne porta una responsabilità morale anche verso le generazioni future.”

Significa, cara ex volpe, ex di Sinistra ed ex leader, quanto segue:

“Dopo aver passato mesi a evitare scrupolosamente di menzionare i diritti dei lavoratori, la protezione dei salari, la difesa dell’ambiente e l’emergenza profughi seguendo scupolosamente i diktat del tuo direttore di campagna, nessuno ormai crede più che tu abbia la capacità e la volontà di farlo.”

Forse così è chiaro anche per lui.

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Commenti da Facebook

  • Dunque il sitino online dei giovani socialisti definisce il verde Sergio Savoia “ex volpe,ex di sinistra ed ex leader”.
    Motivo? Essersi proposto come candidato cantonale unico d’area alle prossime elezioni nazionali, proposta poi bocciata a maggioranza tutt’altro che bulgara dal “parlamentino rosa”.
    Ognuno può fare e scrivere ciò che vuole ma poi bisogna essere coerenti con quel che si dice.
    I fatti dicono che a Savoia si è preferito un tale che di nome fa Roberto Malacrida, vanificando così ogni ipotetico (molto!) sogno di possibile elezione.
    Savoia sarà anche tutti gli ex dichiarati sopra, ma preferirgli Malacrida è come se a un carcerato si chiedesse di sceglire dove essere trasferito; penitenziario cantonale della Stampa a Lugano o Guantanamo, il lager a stelle e strisce in terra cubana, e questi preferisse il secondo.
    Ma forse sono io che mi aspetto ancora sprazzi di lucidità dai socialdemocratici.

    • @carlo:
      Per amor di pace sorvoliamo sui sottintesi offensivi nei confronti di Roberto Malacrida.
      Quanto a Savoia, è presto detto: Savoia non è di Sinistra, come dimostrano i suoi discorsi, le sue prese di posizione, le sue adesioni ideologiche, le sue frequentazioni e amicizie, i profili ideologici e culturali dei suoi candidati al Nazionale. Non essendo di Sinistra, Savoia non ha nulla a che spartire con il Partito Socialista. Fare una congiunzione con Savoia solo per avere un secondo un seggio al Nazionale (che oltretutto sarebbe andato a Savoia, non a un/a Socialista) sarebbe stato anzitutto incoerente e poi suicida. Per tanto così, il PS avrebbe potuto allearsi con chiunque. Tanto chissenefrega, se l’importante è solo la cadrega…

  • Prendo atto della risposta che, senza presunzione, mi aspettavo. Se può interessarvi (ma forse l’avevate intuito) neanch’io, per prese di posizione,adesione ideologica,frequentazioni ed amicizie, sono “socialista”. Bellino poi il finale con quel” …l’importante è solo la cadrega…” che in realtà è la madre di tutte le battaglie socialdemocratiche.
    Se questa è la prima tappa del rinnovo/rimpasto di un partito che a fatica si distingue nell’arco costituzionale, auguri!
    Non sarà quell’amor di pace che vi frega e permette di comandare sempre agli altri?

    • @carlo:
      Che sia la madre di tutte le battaglie socialdemocratiche lo affermi tu.
      In ogni caso questa congiunzione di fatto sarebbe stata giustificata solo dalla cadrega. Sicché meglio così.

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