Casamonica, il funerale, la giustizia, la Chiesa e il c… che me ne frega

Di Redazione

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di Marco Cagnotti

faccinaGAScagnottiSul funerale pacchiano e religioso di Vittorio Casamonica è stato detto molto. Allora forse è il caso di puntualizzare un paio di cosette passate quasi inosservate.

Anzitutto Vittorio Casamonica non è mai stato condannato. Era a capo di un clan di usurai e ricettatori e spacciatori, si mormora. Un criminale, a quanto pare. Così, almeno, si è detto urbi et orbi dopo il suo funerale. Ma allora lo scandalo sta nel funerale, pacchiano o meno? Macché. Sta nella libertà del defunto, semmai. Se davvero era un delinquente, perché la polizia non lo ha mai beccato? Perché un giudice non lo ha mai spedito al gabbio? Indignarsi per questo, piuttosto. Ché, fino a prova contraria, sussiste la presunzione di innocenza. E un innocente il funerale se lo può fare pacchiano quanto gli pare: non sono cazzi nostri.

La Chiesa cattolica può concedere il rito del funerale religioso a chi più le garba. A Vittorio Casamonica sì e a Piergiorgio Welby no? Cazzi suoi. Del resto, senza andare a ravanare fino alle Crociate, all’Inquisizione e al Sant’Uffizio, solo per restare nel XX secolo la Chiesa ha favorito la fuga dei criminali di guerra nazista, ha sostenuto le più feroci dittature latinoamericane, ha coperto le peggiori nefandezze dei sacerdoti pedofili. Giovanni Paolo II era culo e camicia con Augusto Pinochet, per dire. E adesso ci scandalizziamo per il funerale religioso a un capoclan romano?

Se davvero siamo laici, di quel che fa o non fa la Chiesa Romana, Una, Santa, Cattolica e Apostolica ci dovrebbe fregare quanto ci frega di Scientology. Cioè zero.

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