Codini di violenza

20150927aspasia

di Aspasia

faccinaGASaspasiaSabato sera. Partita di campionato minore. Di fronte una squadra del Sopraceneri e una del Sottoceneri. Pochi spettatori sugli spalti. A fare da guardalinee due “borghesi”: uno di una squadra, uno dell’altra. Quello vicino agli spalti è della squadra ospite: un efebo dai capelli raccolti in un lungo codino. Il suo grado di aggressività è pazzesco. Insulti e parolacce per tutto e tutti. In particolare contro l’arbitro. Fino a quando uno spettatore, infastidito, non gli lancia un consiglio: “Tagliati i capelli”.

Non lo avesse mai fatto. Ferito manifestamente nella sua sublimata virilità, il ragazzotto – ticinese Doc, va precisato – dà di matto, arrivando ai limiti dello scontro fisico. Tutto senza la minima azione di contenimento da parte dei responsabili del suo club.

La cosa un poco mi gela la schiena. Se per un evento quasi insignificante come una partita super amatoriale si può arrivare a tanto, senza un pretesto degno di questo nome, certa gente cosa sarebbe pronta a fare per qualcosa di più serio?

Il pensiero, atterrito, corre alla ex Jugoslavia.

Il pensiero, schifato, corre a chi sistematicamente da anni sta alimentando e coltivando a fini elettorali rabbia e violenza nel nostro Cantone. Ai rozzi giannizzeri ma soprattutto ai raffinati “istituzionali” che fingono distacco da questi metodi e invece li legittimano. Loro più di tutti stanno uccidendo questo Ticino che pretendono di amare.

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