Il declino dell’Impero festeggiato in pompa magna

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20150914venturelli

di Michel Venturelli

Se cane non mangia cane non è detto che umano non mangi umano. È questa la verità?

La vicenda del LAC suscita in me un grande disagio. Se da una parte riconosco che la cultura fa parte del nostro essere, inteso come umanità, dall’altra faccio molta fatica a spiegarmi una spesa tanto ingente. Ingente, in particolare, se confrontata con quanto gli stessi enti finanziatori del LAC spendono per aiutare Fra Martino e accoliti (che evidentemente si rifanno ad altre Culture e hanno altri amici) per cercare di dar da mangiare a tutti, tutti i giorni.

Che un Municipio tagli su tutto può essere una strategia – che capisco e che non condivido – ma lasciare gli esclusi in balia della carità e usare il denaro pubblico in questo modo ha ben poco di umano. L’illuminismo è stato un’altra cosa. Questa invece somiglia alla dittatura di una cultura impostata sull’illusionismo che conquista anche le vittime, che durante il fine settimana hanno sfilato devote sulla nuova piazza del LAC: dove la forma qui val più della sostanza. Il LAC: un rivelatore!

Continua a governare chi allora ha potuto decidere che praticamente tutto l’indotto fin qui realizzabile doveva essere realizzato all’estero. Alla faccia di chi paga le imposte qui! Una strategia che ha generato un debito record: centinaia di milioni che Lugano deve alle banche da cui dipende e – a questo punto sembra assodato – ha sempre dipeso.

Una politica che fra le altre cose ha portato la Città a una situazione finanziaria con parecchi effetti secondari. Quali, ad esempio, la chiusura di decine di cessi pubblici. Proprio quando una mente mediamente razionale avrebbe dovuto cominciare a cagarsi addosso!

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