Il marketing del fu monsignore

Di Jacopo Scarinci

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di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciE niente, vi ricordate di monsignor Charamsa, il religioso che ha fatto coming out ed è stato cacciato dalla Chiesa perché gay? Bene: riconsiderate tutto.

L’eminente soggetto, cinque giorni prima dell’intervista che ha scatenato questa tempesta in un bicchiere, si è fatto fare niente meno che un book fotografico per la rivista scandalistica “Chi”, con tanto di orologio di marca in vista, nella quale annuncia, oltre a come l’amore omosessuale abbia bisogno della famiglia, che farà uscire un libro in cui racconterà la sua vicenda. Marketing, quindi. Niente di più, niente di meno.

Il mio pensiero, davanti a questa buffonata e questo personaggio misero, corre veloce agli omosessuali banditi in larga parte del mondo, bistrattati, insultati e senza diritti. Il mio pensiero corre a quanto queste bombe mediatiche facciano male agli omosessuali per primi, perché non tutti hanno il comprendonio sufficiente per dire: “Ok, lui ha sbagliato ma gli omosessuali hanno il dovere di veder riconosciuti i propri diritti”. No, perché il popolino, quella cosa che vota e che compra riviste come “Chi”, tanto per intenderci, legge che ‘sto Charamsa ha fatto tutto per pubblicità. E il popolino se la prende con il mondo gay, mica con il fu monsignore.

E anche noi, che abbiamo a cuore certi temi e certe sofferenze, che vorremmo riconosciuti a tutti gli abitanti di questa Terra gli stessi diritti, prima di incazzarci con la Chiesa semplicemente perché ha fatto la Chiesa, dovremmo forse usare un po’ il freno. Perché alla fine di questa triste faccenda in mano ci restano un triste personaggio che ha sfruttato i suoi sentimenti per fare cassetta e il mondo omosessuale ridotto, agli occhi del popolino che vota di cui sopra, a macchietta.

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