Il mito della democrazia svizzera

Di Redazione

20151019santerre

di Santerre

Non è che forse – forse, eh! – sia arrivato il momento di iniziare a chiedersi se questo mito della democrazia svizzera sia, appunto, solo un mito che non trova appigli nel mondo reale? Come dopo ogni voto, da Destra i commenti alle elezioni federali sono tutti iniziati con: “Il popolo ha detto che…”, “Il sovrano ha deciso che…”, “Gli svizzeri hanno votato che…”. Ok, piano. Anzi, fermi.

Partiamo da un dato puramente numerico. L’UDC detterà legge per i prossimi quattro anni, Toni Brunner ha già minacciato urbi et orbi che ora hanno un potere di veto, essendo stata votata dal 30% del 49,7% che ha votato. A casa mia, e un tanto al chilo, vuol dire che cinque sesti degli Svizzeri non appoggiano nero su bianco l’UDC e le sue politiche. Stesso discorso per l’iniziativa “Contro l’immigrazione di massa”, decisa da neanche 20 mila schede con quasi la metà degli aventi diritto al voto che se ne è sbattuta allegramente, quindi anche in questo caso una decisione che ha messo nella merda fino al collo la Svizzera è stata presa da una minoranza di svizzeri.

E allora questo fantastico mito della democrazia che senso ha oggi? C’è veramente così tanto da gioire se una piccola minoranza viene messa in grado, da ignavi astenuti soprattutto di Centro sinistra, di spadroneggiare senza argini? Dobbiamo valorizzarne il mito, se questa assoluta minoranza di voti in rapporto agli aventi diritto si trasforma in un uragano di mandati? Uragano di mandati che non servirà a niente se non a isolare ancora di più la Svizzera e aumentare il senso di scoramento che prende quando si scopre che molti, moltissimi di Centro sinistra, con una puzza sotto al naso purtroppo tipica di quella parte dell’elettorato, non ha avuto lo sbatti di mettere due crocette dicendo: “Tanto non cambia niente”.

11 seggi in più all’UDC. Ecco cosa è cambiato.

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