Ma cosa dovrebbero pensare a Berna?

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di Santerre

Norman Gobbi si è incazzato e ha affermato urbi et orbi che sul fisco Berna deve abbandonare il dialogo con Roma perché è un dialogo inutile. Soprattutto perché l’accordo sull’imposizione fiscale dei frontalieri non tiene conto delle richieste del Ticino. Gobbi, invece che prendersela, dovrebbe farsi una semplice domanda: “Perché a Berna, sistematicamente, il Ticino e la sua opinione non contano niente?”.

Per un momento fingiamoci Eveline Widmer-Schlumpf o Mario Gattiker e guardiamo alla situazione.

Partiamo dal 9 febbraio: il popolo con una maggioranza di neanche 20 mila schede approva l’iniziativa dell’UDC e dal giorno dopo i partiti di Destra iniziano a far pressioni sul Consiglio federale perché venga attuata. La loro posizione cambia ogni settimana: “Stop all’immigrazione”, “No, vabbe’, anche la clausola di salvaguardia andrebbe bene”, “No, niente clausola, fermiamo tutto perché c’è un’invasione”, “E i frontalieri!”, “Chiudiamo le frontiere!” Davanti a tutto ciò, sacromondo, cosa dovrebbero pensare del Ticino a Berna?

Continuiamo coi frontalieri. Il Canton Ginevra ha ragionato da par suo, mettendo i disoccupati in cima alle liste di collocamento e rivolgendosi ai frontalieri solo nei casi in cui, fra questi disoccupati, non si trovino i profili necessari. A Basilea i frontalieri sono fondamentali come – spiace dirlo – in tutta la Svizzera. In Ticino, però, se una candidata come Michela Ris osa sostenerlo si prende della “puttana” dai soliti leoni da tastiera. Che chissà mai cosa voteranno. Davanti a tutto ciò, sacromondo, cosa dovrebbero pensare del Ticino a Berna?

Sono quattro anni e mezzo che in Consiglio di Stato il Ticino ha due Leghisti. E sono quattro anni e mezzo che sui frontalieri non è stato fatto assolutamente niente. Si è pensato al casellario giudiziale, giusto per mostrare i muscoli, mica a copiare il Canton Ginevra. Davanti a tutto ciò, sacromondo, cosa dovrebbero pensare del Ticino a Berna?

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Commenti da Facebook

  • Nordico

    L’iniziativa è passata per uno “sputo”, meno di 20mila schede (per la precisione 19’302), i promotori dell’iniziativa più autolesionista della storia rossocrociata si vantano che il popolo svizzero gli ha dato ragione, ma vorrei far notare un piccolo particolare: c’è una parte di Svizzera, quasi la metà dei votanti (per la precisione 1’444’552 schede), che ha votato NO al 9 febbraio e questi sono svizzeri anche loro! Quindi non è che tutti gli svizzeri sono a favore!
    L’ago della bilancia è dipeso dal Ticino (come al solito ci si deve distinguere..) grazie al terrorismo mediatico di lega&co. che negli anni ha forgiato un tipo di ticinese “anti-tutto-ciò-che-è-costruttivo” che piace tanto alla destra populista, soprattutto quando si vogliono prendere voti..
    Che considerazione volete che abbiamo del Ticino a Berna?! Un Cantone racchiuso in sé stesso, fatto di conflitti interni e orticelli personali, poi la contraddizione di chi cambia “casacca” e opinione come cambiare le mutande, tutto un folclore dove la ragione la si dà a chi sbraita più forte e le spara più grosse. In altri Cantoni si uniscono le forze per una visione unica sul futuro mentre in Ticino si litiga ancora tra sopra e sotto Ceneri, e la competizione tra le varie regioni.

  • Don Quijote

    Caro Nordico, tutto vero, a livello svizzero l’iniziativa è passata per uno “sputo”, nel nostro Cantone i sì hanno sfiorato il 70%. Attribuire questo voto unicamente alla propaganda della Lega mi sembra tuttavia riduttivo e non tiene conto dell’effettivo disagio che la situazione economico-lavorativa esercita sulla popolazione. Secondo gli osservatori universitari sembra che circa un quarto dei socialisti abbiano votato a favore. Ci sarà pure un motivo. Io ho un figlio laureato (5 lingue !) che sta disperatamente cercando lavoro e si vede costantemente scavalcato da persone che si offrono a condizioni inaccettabili per chi vive qui. E sto parlando del terziario, ma vogliamo renderci conto ? Sono sempre stato socialista ma a suo tempo, orrore, ho votato contro i bilaterali perché era fin troppo facile presagire ciò che poi sarebbe successo.
    Sui pareri personali espressi dai Consiglieri di Stato: devo dire che su questo aspetto sono abbastanza liberale e credo che nei limiti della decenza ognuno possa esprimersi come crede. Vale per Bertoli (discorso del 1. agosto a Locarno) ma vale anche per Gobbi. (intervista alla NZZ). Le condanne a senso unico non mi piacciono.

    • Nordico

      Precisazione: “lega&co.” (co=company), il disagio ticinese non si risolve così, non penso che con l’implementazione dell’iniziativa del 9 febbraio la situazione sarà migliore per chi sta cercando un lavoro, anzi, per dirla tutta penso che “grazie” alle conseguenze di questa votazione la situazione non potrà che peggiorare, ma sarà il tempo a dar tutte le risposte, vedremo.

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