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Mankell ci mancherà

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di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciQuando muore, uno scrittore non muore veramente. Henning Mankell ci ha lasciati a causa di un tumore al collo e ai polmoni, ma i suoi libri sono e resteranno vivi ovunque, compreso nell’intero scaffale dedicatogli in una delle mie librerie.

Non era solo un giallista, Mankell. I suoi non erano solo polizieschi, romanzi gialli, d’azione o thriller. Con Mankell abbiamo imparato a conoscere l’inquietudine nordica, descritta quasi crudelmente, messa a nudo da personaggi annoiati, apatici e anche un po’ strambi. Un’inquietudine che non è quella esaurita da qualche battuta sulle poche ore di luce in inverno o sul freddo. È un’inquietudine profonda, che in tutti i suoi libri affiora nelle vicende comuni: nel rapporto del commissario Wallander, sua massima creazione, con l’ex moglie o con la figlia, o come sempre Wallander affronta il concetto di morte nei casi da risolvere. Gli affreschi di Ystad, incantevole località svedese dove è ambientata la serie di Wallander, sono la cornice perfetta per questa inquietudine svedese. Un po’ come il mitico villaggio di Cabot Cove per la “Signora in Giallo”, Ystad è il tranquillo porto pieno di pescatori e di casette di legno che però, nel suo intimo, nasconde violenza, disagio, ansia.

Ma la grandezza di Mankell non è stata solo quella di aver scritto degli ottimi libri, bensì la capacità di descrivere e di narrare anche la Storia, quella vera, e di creare con essa intrecci incredibili. Ne “I cani di Riga” il commissario Wallander finisce a indagare in una Lettonia appena uscita dall’Unione Sovietica, con tutto ciò che ne era l’essenza: corruzione, intrecci tra politica e forze armate, povertà, instabilità economica. Ne “La leonessa bianca” è invece confrontato con un gruppo di fanatici sudafricani intenti a pianificare un colpo di Stato ai danni di Mandela, e il libro racchiude tutta la storia recente del Sudafrica dalle Guerre Boere al presente di (quasi) completa pacificazione.

Henning Mankell è stato anche questo: un grande, grandissimo divulgatore. Ha scelto i libri gialli invece che i documentari, ha avuto un successo planetario e ha ispirato ben due serie televisive. Ci ha immersi in letture coinvolgenti, che ci hanno fatto sentire meno soli in questo mondo matto. Ci mancherà.

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