Il cerchiobottismo del PPD

Di

20151105samadendi Bruno Samaden

Per carità, i democristiani di tutto il mondo sono, da sempre, noti per il loro cerchiobottismo. Danno un colpo di qua e un colpo di là, non scontentano mai nessuno, tengono il piede in 30 scarpe. Così non si vince, certo, ma nemmeno si straperde.

Il PPD non sfugge a questa consuetudine, e nel particolare fa sorridere il comportamento tenuto durante tutto l’iter che ha avuto la riforma del segreto bancario, intrapreso da Widmer Schlumpf già nel 2013. Il partito di Darbellay, infatti, non si è mai posto tanto il problema e si è schierato assieme al PLR e all’UDC contro ogni tipo di maggior trasparenza e uguaglianza di fronte alla legge, causandone il blocco deciso dal Consiglio federale l’altroieri.

Lo ammetto: gli anni del catechismo sono un po’ lontani. Eppure ero convinto che essere cattolici volesse dire combattere le ingiustizie, non giustificarle. Ed ero convinto pure del fatto che chi si riconosce nell’area cattolica fosse attento a contrastare le disparità di trattamento, la corruzione, il malaffare e la disonestà seguendo i concetti di trasparenza e di correttezza.

Evidentemente mi sbagliavo, perché a leggere il commento di Mésoniat, ad esempio, si resta attoniti: la colpa non è dell’evasore o di chi nasconde le cifre, ma dello Stato che controllando i cittadini crea un clima di sfiducia. E non c’entra un benemerito nulla l’“ethos politico svizzero” che, secondo l’ex direttore del “Giornale del popolo”, va difeso. Chi ha preso questa decisione, quindi anche il PPD, ha difeso chi truffa, punto e basta.

E quindi a Mésoniat e al PPD chiediamo: questo è un comportamento da bravi cattolici o il solito cerchiobottismo?

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