Infanzia rubata

Di Corrado Mordasini

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Il 20 novembre, sarà la giornata internazionale dell’infanzia. La Fondazione Amilcare (www.amilcare.ch) organizza due eventi il 18 e il 21 novembre.

Infanzia sequestrata dallo Stato. Oggi, Mercoledì 18 novembre alle ore 20.00, nell’aula magna della Scuola Media di Viganello.

Sergio Devecchi è una delle vittime dei collocamenti coercitivi avvenuti in Ticino. Bambini con situazioni familiari difficili venivano collocati in altre famiglie, che spesso li sfruttavano e li maltrattavano. Alla serata saranno presenti, oltre a lui, Raffaele Mattei, direttore della Fondazione Amilcare, e Mario Branda, presidente della Fondazione ed ex Autorità di vigilanza sulle tutele, che potrà meglio spiegare il sistema legale in cui questi tristi trasferimenti venivano effettuati, e altre vittime, il cui scopo è coinvolgere emotivamente chi non ha conosciuto queste pratiche coercitive.

Anche il Ticino, come tutti gli altri cantoni, si prestò, nei decenni passati a queste pratiche che ai nostri occhi oggi risultano disumane. Indicibili sono state le sofferenze di questa infanzia, spesso maltrattata e abusata. Ad oggi, tutti i cantoni svizzeri hanno chiesto scusa per delle leggi che non tenevano assolutamente in conto i bisogni dell’infanzia, creando dei disadattati e lasciando dei traumi che rimanevano incollati alle vittime per tutta la vita. Ora tutti hanno chiesto scusa, tutti tranne il Ticino, nonostante le richieste rivolte in particolare al Dipartimento della Sanità e della Socialità, allora responsabile di quelle prepotenze. Ha senso partecipare a questa serata anche per far sentire con la nostra empatia, ciò che questi ragazzi non hanno potuto avere dal proprio Stato: anche solo il riconoscimento delle sofferenze subite.

La nave degli scugnizzi. Sabato 21 novembre alle ore 18.00, nell’aula magna della Scuola Media di Viganello

Sempre nel solco della tutela dell’infanzia, una curiosa mostra fotografica, dedicata alla nave degli scugnizzi: un’imbarcazione voluta dalla grande intuizione e vocazione pedagogica di Giulia Civita Franceschi.

Tra il 1913 e il 1928, saranno più di 700 i ragazzi di strada napoletani (scugnizzi) che avranno una seconda chance diventando marinaretti della nave Asilo Caracciolo. Un progetto futuristico e visionario, interrotto dal fascismo. Sulla Caracciolo, i ragazzi ritrovarono la loro dimensione, impararono ad ascoltare il mare e a vedere oltre l’orizzonte. Su quel plancito eroso dalla salsedine, 700 scugnizzi ritrovarono se stessi e la loro dignità.
Il metodo della Civita attirò l’attenzione di numerosi studiosi dell’epoca e anche della Montessori, che rimase stupita dai risultati ottenuti. Ancora oggi rimane viva e attuale l’esperienza di Giulia e dei suoi ragazzi-marinai, collocandosi tra le più alte vette del pensiero pedagogico contemporaneo.

La fondazione Amilcare deve ringraziare la nave asilo Caracciolo perché anch’essa ha i suoi scugnizzi da battezzare in mare. Dopo la presentazione della mostra fotografica, il pubblico conoscerà il progetto del “Sorgitore”, un viaggio in barca a vela in cui i ragazzi e gli skypper racconteranno del loro viaggio di tre mesi nel Mediterraneo. Un viaggio della speranza al contrario, un’esperienza per la vita.

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