La mafia “buona” del “Corriere del Ticino”

Di Marco Narzisi

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A Muzzano, nella redazione del “Corriere del Ticino”, devono essere grandi fan di Marlon Brando e de “Il Padrino”.

Non mi spiego altrimenti che cosa possa essere passato loro nella mente per decidere di dedicare un pezzo alla sconcertante intervista del figlio di un presunto boss della mafia americana, ritenuto capo di un mandamento nel New Jersey (vedi link).

Giuseppe Gambino, che appare in tv rigorosamente con la coppola in testa come da immagine classica del mafioso, racconta in sostanza che il terrorismo dà modo alla mafia di svelare la sua parte buona, che si esplica nel proteggere (SIC!) New York dagli attentati meglio del Governo. E si spinge oltre, sostenendo (e su questo anche quella feccia e piaga del giornalismo italiano che è “Libero” è dello stesso parere) che la Sicilia è al riparo da attentati in quanto il terrorismo islamico teme la mafia e, per questo, le sue cellule non riescono ad organizzarsi.

Ora, al di là del fatto che io proprio me li immagino questi terroristi tappati in casa perché fuori passa il mafioso con la coppola in testa e la lupara in spalla, magari vestito pure col gilet, o addirittura costretti a pagare il pizzo per poter pianificare attentati in santa pace, io mi chiedo: ma come vi viene in mente di dedicare un articolo a un delirio del genere?

Inutile, cari signori del “Corriere del Ticino”, che rispondiate che avete solo riportato il tutto in modo più obiettivo possibile: è semplicemente vergognoso che sul vostro sito web si arrivi addirittura a pubblicare l’apologia della mafia, addirittura la sua santificazione a Santa Protettrice contro l’Islam che avanza. Dobbiamo sopportare anche questo, dopo lo sdoganamento di Putin come paladino della libertà e le varie forme di apologia del fascismo sempre più in voga?

Ma sapete almeno di cosa parlate quando dite mafia? Avete la più pallida idea di cosa voglia dire questa parola, al di là degli stereotipi e dei luoghi comuni? E quando date spazio all’imbecille che parla del lato buono della mafia, cari miei, a cosa pensate si riferisca? Alla mafia agraria di Luciano Liggio, quella che assassinava i sindacalisti (Placido Rizzotto per dire un nome) e vessava i contadini per conto dei latifondisti? O alla Mafia degli anni ‘70-‘80 che massacrava Peppino Impastato, Pio La Torre, Pier Santi Mattarella, Rocco Chinnici, Boris Giuliano, Joe Petrosino, Carlo Alberto Dalla Chiesa? O forse pensava alla mafia dei Corleonesi, quella dedita agli affari e culo e camicia con la politica, quella dell’omicidio Lima, delle bombe a Firenze, del massacro di Falcone e Borsellino?

La mafia sarebbe da elogiare perché mantiene la pace in Sicilia? Starete mica avallando la strategia del terrore? Perché non lo andate a dire alle vedove e agli orfani di mafia, ai commercianti taglieggiati, alle imprese costrette a rifiutare appalti pubblici o a non presentarsi alle gare d’appalto per paura di ritorsioni?

Perché non lo dite a loro che Giuseppe Gambino ha detto che la mafia ci salverà dall’ISIS?

Ditemi, cari signori del “Corriere del Ticino”: quale perverso e radicato mito romantico della mafia come Onorata Società vi ha portato a sprecare le vostre dita e qualche megabyte del vostro sito per far dire a questo elemento che, guarda un po’, esiste una parte buona della mafia?

Vorrei dire tante cose ancora, da siciliano, ma me ne viene in mente solo una, adesso: vergogna.

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