Questo pazzo, pazzo web

Di

20151117bosiadi Lisa Bosia Mirra

2’157 condivisioni, 13’602 like, 707.410 persone raggiunte e non è ancora finita. Per cosa? Non ho scoperto un rimedio contro il cancro, non ho trovato la pietra filosofale e neppure la fonte dell’eterna giovinezza. Ho semplicemente descritto una normalissima vita matrimoniale interculturale. La vita di tante, tantissime altre coppie di origini e religione diversa. Il paradosso è che l’effetto scatenante è dovuto al fatto che ho dichiarato una felicità possibile dopo gli attentati di Parigi. Che potessimo essere felici dopo gli attentati del Libano, del Kenya, durante la guerra d’Afghanistan e di Siria era un fatto del tutto trascurabile, ma ora, anche un matrimonio banale può fare scalpore e irritare. Perché?

Le persone dovrebbero indignarsi per altro:

Dovrebbero indignarsi perché nel mondo 3 miliardi e mezzo di persone vivono ancora con meno di un dollaro. Perché ogni giorno muoiono 26 mila bambini di cui la metà di fame, l’80% nell’Africa sub-sahariana e nell’Asia meridionale. Dovrebbero indignarsi per il femminicidio e perché un terzo delle donne di tutto il mondo subisce aggressioni a sfondo sessuale. Dovrebbero indignarsi per i 200 giornalisti imprigionati per reati d’opinione. Dovrebbero indignarsi per il degrado dell’ambiente, per lo sfruttamento incontrollato delle risorse. Dovrebbero indignarsi perché il numero dei rifugiati nel mondo è cresciuto dai 4 milioni del 1976 ai 15 milioni di oggi, per non parlare del numero degli sfollati interni che supera i 40 milioni. Dovrebbero indignarsi per le bombe al fosforo e le mine antiuomo che ancora riusciamo a produrre e vendere ai Paesi in guerra. Per l’oro e i diamanti insanguinati. Per le aziende che disumanizzano e sfruttano le persone, per l’allevamento industriale.

Di motivi per indignarsi ce ne sarebbero molti, ma dimentichiamo volentieri come va il mondo fino a che il mondo non ci presenta il conto. Tendiamo a dimenticare che pratichiamo forme di neocolonialismo che vanno sotto il nome di “land grabbing” e che impoveriscono i Paesi del Sud delle risorse di cui necessitano.

Il questo momento di dolorosa partecipazione agli attentati di Parigi dimentichiamo, infine, che il mercato delle armi vale 100 miliardi di dollari, il 2,7% del PIL mondiale. Di questo favoloso mercato ne beneficiano per un terzo gli Stati Uniti d’America, per un altro terzo la Russia, e l’ultimo terzo ce lo dividiamo noi europei, Svizzera compresa.

Mentre scrivo la Francia sta bombardando Raqqa. L’ISIS, certo, ma anche tanti, troppi civili. Mio marito mi chiede se posso immaginare cosa sia un bombardamento a tappeto. Gli rispondo che no, non posso. “Io si”- mi dice – “è una cosa che se l’hai vissuta una volta non puoi dimenticarla per tutta la vita.”

Tanta popolarità per aver detto che siamo felici nonostante le differenze… Vien da pensare che se avessi scritto che mi picchia ed è rientrato in casa con il kalashnikov non ci avrebbe fatto caso nessuno.

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