Divieto di sosta

Gobbi Parcheggi UDCdi Giuseppe Z.

Ecco che finalmente il puzzle si ricompone. Ci siamo presi ogni offesa, ci siamo sentiti dire “traditori”, ci hanno denigrato e condannato. Abbiamo detto subito che la candidatura di Gobbi era un gioco sporco e abbiamo detto subito che era un affronto alla nostra bella terra ticinese.

C’era un solo candidato ticinese possibile della Lega per il Consiglio federale, ed era Marco Borradori. Lo capiscono tutti: amato, trasversale, votabile da destra e da sinistra, in grado di fare consenso. E invece hanno messo un impresentabile, con un armadio che esplodeva da tanti scheletri aveva dentro. La Lega è stata al gioco, per motivi elettorali. Ma la realtà era evidente. Il buon Norman, buongustaio, ha fatto il salto della quaglia e ha messo immediatamente le scarpe nell’UDC, Parigi val bene una messa.

E in tutto questo, qualche giorno fa, cosa hanno fatto i Democentristi? Hanno lanciato il referendum contro la riforma leghista dei posteggi. I proprietari dei posteggi sono milionari e si fanno i soldi in condizioni di mercato sballate e fregandosene dell’ambiente, quindi, va da sé, sono sostenuti dall’UDC. La Lega ha altre dinamiche. La tassa di collegamento è addirittura tardiva: un ritardo figlio di una cultura dell’automobile che ha distrutto il cantone. C’è voluto un giudice leghista (?) per tirarla fuori, un tipo che evidentemente non ha paura di nessuno: e i borsoni ora gli fan la guerra.

La Lega e l’UDC non saranno mai la stessa cosa. Ognuno tira acqua al suo mulino. Questo referendum dimostra che no, il Norman in Consiglio federale non ci sarebbe mai entrato. E che i traditori del Ticino non siamo noi.

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Commenti da Facebook

  • NO

    L’ambiente, la salute, una qualità di vita migliore piace a tutti, ma facciamo una riflessione:
    La tassa di collegamento non è altro che un’imposta sui posteggi. L’alternativa chiamata “mezzi pubblici” non copre tutto il territorio e le fasce orarie, quindi la maggior parte delle persone che viaggiano in automobile continueranno come sempre. La differenza sostanziale la percepiranno invece i commerci ticinesi, visto che dovranno riversare l’imposta anche sui clienti. Oltre confine i prezzi costano anche la metà, mettiamoci pure l’ampia apertura dei negozi, il franco forte, ed ora la chicca finale dei posteggi gratuiti a differenza del Ticino che applicherà quest’imposta, come dire: invogliare i ticinesi a fare la spesa altrove, “complimenti” come tirarsi la zappa sui piedi da soli!
    La propaganda leghista l’aveva partorita come “misura contro il traffico frontaliero”, ma in realtà non è nient’altro che un nuovo balzello per fare cassa (18 milioni), e pagheranno tutti gli automobilisti (residenti inclusi).
    L’automobilista viene disincentivato dal fermarsi in Ticino, ma non a transitarci (turisti compresi).
    In un Cantone dove l’economia, i commerci e il settore turistico sono in profonda crisi, io mi domando come si fa a prendere certe decisioni autolesioniste? Non si tratta di essere proprietari milionari di posteggi per opporsi a quest’imposta, anche semplici dipendenti che si vedranno detrarre dallo stipendio un’ulteriore spesa, quella del posteggio aziendale, e che non potranno fare a meno di pagare perché non hanno alternative, che non potranno usare i mezzi pubblici per ragioni di orari sfavorevoli, luogo e distanza,ad esempio i mezzi pubblici perché non viaggiano a tarda notte? Mai pensato che c’è gente che lavora anche dopo quell’orario? No?

  • Victor

    La miopia e la meschinità strapaesana dei leghisti raggiunge livelli che nemmeno Aldo Giovanni e Giacomo erano riusciti a immaginare con i loro “Svizzeri”. I perfidi quanto strampalati dispetti di Rezzonico all’odiato vicino Gervasoni, sono nulla rispetto alle boiate quotidianamente partorite dai cervelloni di via Monte Boglia contro i vicini frontalieri. Se fosse solo uno sketch come quello dei simpatici comici milanesi, ci sarebbe da ridere a crepapelle, ma la cosa tragica è che le mosse dei leghisti poi si ritorcono inesorabilmente non solo su di loro, ma sull’intero popolo ticinese! Questa dei posteggi è solo l’ultima; pensavano di fare un dispetto ai frontalieri facendogli pagare subdolamente il posto auto, senza accorgersi però di rischiare di ammazzare i già ansimanti commerci ticinesi! Da Bellinzona in giù, dove abita la stragrande maggioranza dei ticinesi, non esiste un punto del cantone che disti più di 15 Km dal confine italiano, dove fare compere costa già quasi la metà… Se in Ticino ci riaddebitano anche il balzello sul posteggio, chi la fa più la spesa al di qua del confine???

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