Divieto di sosta

Di Redazione

Gobbi Parcheggi UDCdi Giuseppe Z.

Ecco che finalmente il puzzle si ricompone. Ci siamo presi ogni offesa, ci siamo sentiti dire “traditori”, ci hanno denigrato e condannato. Abbiamo detto subito che la candidatura di Gobbi era un gioco sporco e abbiamo detto subito che era un affronto alla nostra bella terra ticinese.

C’era un solo candidato ticinese possibile della Lega per il Consiglio federale, ed era Marco Borradori. Lo capiscono tutti: amato, trasversale, votabile da destra e da sinistra, in grado di fare consenso. E invece hanno messo un impresentabile, con un armadio che esplodeva da tanti scheletri aveva dentro. La Lega è stata al gioco, per motivi elettorali. Ma la realtà era evidente. Il buon Norman, buongustaio, ha fatto il salto della quaglia e ha messo immediatamente le scarpe nell’UDC, Parigi val bene una messa.

E in tutto questo, qualche giorno fa, cosa hanno fatto i Democentristi? Hanno lanciato il referendum contro la riforma leghista dei posteggi. I proprietari dei posteggi sono milionari e si fanno i soldi in condizioni di mercato sballate e fregandosene dell’ambiente, quindi, va da sé, sono sostenuti dall’UDC. La Lega ha altre dinamiche. La tassa di collegamento è addirittura tardiva: un ritardo figlio di una cultura dell’automobile che ha distrutto il cantone. C’è voluto un giudice leghista (?) per tirarla fuori, un tipo che evidentemente non ha paura di nessuno: e i borsoni ora gli fan la guerra.

La Lega e l’UDC non saranno mai la stessa cosa. Ognuno tira acqua al suo mulino. Questo referendum dimostra che no, il Norman in Consiglio federale non ci sarebbe mai entrato. E che i traditori del Ticino non siamo noi.

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