Europei: la rivoluzione

Di Jacopo Scarinci

Calciodi Jacopo Scarinci

Le qualificazioni agli Europei che si giocheranno in Francia la prossima estate hanno rivoluzionato la geografia del calcio in un modo che in pochi avrebbero potuto pronosticare.

Su tutte spiccherà l’assenza dell’Olanda. Un suicidio in piena regola, quello degli Oranje, perché il potenziale era davvero enorme. Può una squadra che schiera Huntelaar, Van Persie, Depay e Sneijder non qualificarsi nemmeno agli spareggi? Evidentemente sì. Il mix tra “vecchi” e giovani rampanti non ha portato i risultati che tutti si aspettavano: il Riedewald ormai colonna dell’Ajax ha fatto più di un errore, la trequarti priva di Robben ha mostrato tutti i suoi limiti caratteriali, Daley Blind cambiando ruolo ogni partita non sapeva nemmeno lui dove mettersi. Un’eliminazione che grida vendetta, ma che permette di guardare alle squadre che invece in Francia ci andranno, e di gran carriera.

L’Islanda, ad esempio, un posto troppo freddo per fare attività all’aperto e che ha investito forte su palestre dove i giovani hanno sempre di più iniziato a giocare a calcio, finendo in pochissimo tempo in una nazionale bellissima da vedere, piena di talento e imprevedibile. O l’Albania, che prima dell’arrivo di Gianni De Biasi era divisa da faide e liti interne allo spogliatoio ma che dall’arrivo del tecnico italiano si è mostrata un compatto esercito di lottatori, che ha sputato sangue su ogni pallone, senza mai tirare indietro la gambe e buttando sempre il cuore oltre il talento e l’ostacolo. Per non parlare della Polonia, un collettivo di ragazzi cresciuti insieme fin dalle giovanili che non sarà uno spettacolo per gli occhi, certo, ma che se a una solidità granitica aggiunge là davanti un certo Robert Lewandowski fa diventare tutto possibile.

Saranno degli Europei forse diversi, ma bellissimi. Il Belgio è in rampa di lancio, il Galles guidato da Bale alla sua prima qualificazione pure. E anche noi, con Embolo e Shaqiri, ci divertiremo. Saranno insomma Europei di Cenerentole, caparbietà, voglia e sacrificio. In questo calcio sempre più malato è già tantissimo, per noi vecchi cuori.

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