Facciamo festa

20151118giudicidi Francesco Giudici

Il giorno 8 del mese di dicembre i calendari nostrani ci ricordano che è la festa dell’Immacolata. Approfitto di questa ghiotta opportunità per condividere alcuni episodi sparsi lungo la linea del tempo.

Durante l’ora di religione cattolica i docenti di scuola elementare lasciano la classe in balia del sacerdote o dell’incaricato/a designato/a del responsabile della Curia. Di tanto in tanto però mi è capitato di restare in aula, a volte per motivi di disciplina, a volte per preparare delle attività e a volte anche per la mia spudorata curiosità. Ho assistito a lezioni nelle quali ho faticato a non intervenire contraddicendo il latore del messaggio della divinità, ho potuto udire che, appena sotto il pavimento sul quale poggiavo i piedi, si spalancava il terribile inferno pronto a ingoiare chi non sapeva a memoria il catechismo, ho visto distribuire i bollini (davano diritto, se in cospicua quantità, a un viaggio in torpedone alla Perfetti di Lainate) a chi aveva fatto il chierichetto la domenica precedente.

Considerato però che ho iniziato parlando della festa dicembrina, resto su quest’argomento, pure lui ricco di esperienze. Innanzitutto il nome: per alcuni era una giornata dedicata all’Incavolata e penso che sotto sotto non avessero tutti i torti, attribuendo alla Madonna un simile stato d’animo, in questi periodi con i supermercati pieni e le chiese semideserte. Io avrei preferito che ci fosse la giornata dell’immacolata correzione, giornata nella quale riconsegnare gli elaborati scritti dagli allievi, senza gli sfregi messi a segno dalla penna rossa.

Termino questo breve scritto raccontando un episodio. Un anno insegnavo in terza elementare. Il viavai di parroci nel paese dove lavoro è ormai proverbiale. Arrivò un giovane sacerdote, ticinese purosangue, e posso certificarlo poiché lo conoscevo da quando era bambino. Era stato prelevato da un’università della Svizzera romanda, dove insegnava. Durante la lezione di questa prima settimana di dicembre annunciò che ci sarebbe stata una festa infrasettimanale: l’Immacolata concezione. Malauguratamente chiese ai bambini se sapessero cosa significavano quelle parole. Nessuno aveva la minima idea, ma parecchi vollero saperne di più. Finché restò su un’analisi dei due termini tenendoli separati non ci furono troppi problemi, ma quando pensò di collegare i due concetti… arrivarono le domande più imbarazzanti alle quali non ebbe modo di sottrarsi.

Ma anche dopo questo exploit, le frequenze all’ora di educazione religiosa non aumentarono!

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