Il weekend di calcio tra l’Inter socialista, il poetico Leicester, la bastardata di Hitz e altro ancora

Calciodi Jacopo Scarinci

Fabio Caressa, uno che qualcosa di calcio ne sa, la settimana scorsa ha detto una grandissima verità che pure noi, con poetica diversa, avevamo notato: questa è un’Inter tremendamente socialista, e la vittoria di sabato contro il Genoa ne ha dato conferma. Ha gregari come Ljajic che diventano protagonisti e un capitano come Icardi tenuto in panca altri 90 minuti dopo quelli contro la Roma. Ha garra, pochi fronzoli, è concreta e operaia. Questa Inter socialista vince e piace, al netto delle battute sull’ottavo 1-0 della stagione.

Chi fa un passo indietro è il Napoli, e con lui probabilmente la sua buona stella. Se contro i nerazzurri di Mancini lunedì sera ha vinto grazie alla cosa più importante nel calcio, cioè il culo, ieri a Bologna è stato ridicolizzato (anche) da gente che calca i campi della Serie A da tre mesi, nonché da un redivivo Mattia Destro. Ci credevano solo lui e Donadoni, ma avevano ragione.

Nemmeno i fan più accaniti di “Football manager”, dei quali sono ovviamente capofila, fino a cinque anni fa si sarebbero lanciati in una scalata alle serie inglesi guidando il Bournemouth in terza o quarta lega. Eppure sabato i rossoneri hanno sbancato Stamford Bridge, facendosi beffe di ciò che resta del Chelsea di Mourinho. Molto poco a dirla tutta, ma sugli annali finisce solo il risultato.

Il mio amore per il Leicester sta raggiungendo quello per la Calanda. L’eroico Jamie Vardy fresco di Guinness World Record si prende una settimana di pausa? Mahrez fa una tripletta, i blu di Ranieri espugnano Swansea e sono ancora lassù in testa. Oltre la poesia, c’è il Leicester.

Dopo la figuraccia planetaria dello schierare un giocatore squalificato e farsi buttare fuori dalla Coppa del Re con ignominia, il Real Madrid torna alla vittoria battendo il presepe vivente composto dalla difesa del Getafe. Il pareggio del Barcellona a Valencia, nel contempo, riapre il discorso della Liga, incredibilmente e contro ogni logica. Boh.

Da quando Schubert ha esordito in panchina sostituendo Favre alla guida del Borussia Mönchengladbach, l’ex tecnico delle giovanili dei Fohlen ha fatto più punti del Bayern Monaco. Il sorpasso è avvenuto sabato, quando i bavaresi di Guardiola si son presi una legnata da Xhaka e compagni manco fossero dei dilettanti.

Il campionato svizzero è una cosa meravigliosa. Non fai in tempo a incensare il Grasshopper dopo che ha camminato sullo Zurigo che i ragazzi di Tami si trasformano in una squadra di subbuteo al cospetto del Lugano di Zeman, ormai completamente calatosi nel delirio che è il nostro campionato. Nel girone di ritorno il divertimento sarà ancora maggiore, speriamo che questi mesi di pausa passino in fretta.

Premio “Stronzo del mese” al portiere dell’Augsburg, lo svizzero Marwin Hitz: prima che il Colonia battesse un calcio di rigore si è avvicinato al dischetto e ha creato una buca sulla quale il rigorista avversario è scivolato tirando una ciofeca di penalty, ovviamente parato dal nostro Hitz. Eroe contemporaneo.

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