L’informazione secondo Lombardi: soldi pubblici e cazzi privati

Di

20151201santerredi Santerre

Teleticino, a oggi, riceve quasi 3 milioni di franchi da un canone che tutti siamo obbligati a pagare, non da donazioni volontarie. Quindi è sì una radiotelevisione privata, ma finanziata non poco dai famosi soldi “presi dalle tasche dei cittadini”.

20151201santerreIl problema qual è? Il problema è che se un’azienda riceve soldi pubblici, li riceve da tutti noi. E se questa azienda si occupa di informazione, il minimo che ci si aspetti è il pluralismo, l’equità e la correttezza. Ad esempio: perché Teleticino ha affidato una rubrica pre-elettorale a Mattia Sacchi, redattore del “mattinonline”, con candidati quasi esclusivamente pro domo sua intervistati nella sua auto? È normale che quella rubrica sia stata affidata allo stesso Mattia Sacchi che, tutto sorridente e orgoglioso, si è fatto un selfie trionfale con Christoph Blocher? È normale che quella rubrica sia stata affidata allo stesso Mattia Sacchi che, ancor più sorridente e ancor più orgoglioso, è ritratto in una foto con Battista Ghiggia, Boris Bignasca e una bella truppa di leghisti? È normale che un’azienda che percepisce soldi pubblici, anzi, del “Sovrano” come dicono sempre a Destra, poi sia così schierata? Riuscite lontanamente a immaginarvi cosa potrebbe succedere a uno sventurato giornalista o collaboratore della RSI se si comportasse come Sacchi?

20151201santerre2Filippo Lombardi prima di lanciare intemerate a mezzo stampa contro il servizio pubblico è bene che capisca che, sebbene la sua Teleticino sia privata, è però concessionaria pubblica, perché di soldi pubblici ne prende, e neanche pochi. Anzi, con la riforma tanto osteggiata se ne beccherà anche molti di più. Soldi nostri, come già detto. Soldi di gente che se li suda, e che è obbligata a versarli anche a lui e alla sua Teleticino.

Prima di prendersela con la SSR per mere questioni di saccoccia, il senatore/capogruppo/coordinatore/presidente/amministratore delegato dovrebbe guardare un po’ più alla qualità e alla opportunità di certe scelte editoriali.

L’immagine di Sacchi con Blocher è stata pubblicata da “Il Giornale del Ticino”, e la pagina è disponibile a questo link

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