Noi o NOI?

Di Redazione

20151130francorossidi Franco Rossi

Già non si contano più gli innumerevoli atti parlamentati scritti di proprio pugno dalle quattro punte di diamante di “Noi” in Gran Consiglio (Patuzzi, Merlo, Denti, Savoia), ma ora che finalmente è nata, l’associazione/fan club che il popolo ticinese invocava a gran voce da decenni, si può finalmente passare alle cose serie, quelle fatte bene, quelle azioni concrete di cui si sentiva la mancanza. Né due, né tre la neonata associazione ha subito partorito l’idea del secolo: creare una polizia ambientale e un posto in magistratura che si occupi di questi reati.

Peccato che ci avevano già pensato gli “altri”: esiste già un nucleo operativo che si occupa di inquinamento, interviene in collaborazione con la polizia cantonale, i pompieri, la magistratura e fa anche le veci di polizia delle acque. E, tu guarda i casi della vita, la sigla è proprio NOI! I compiti di NOI (il Nucleo Operativo Inquinamento) sono stati presentati in conferenza stampa il 25 febbraio e c’era anche il Procuratore pubblico Arturo Garzoni, perché – colmo della sfiga – esiste pure un magistrato che si occupa in particolare di reati ambientali.

Sarebbe bastato leggere la risposta del Consiglio di Stato all’iniziativa generica presentata nel maggio del 2013 da Fabio Schnellmann e Roberto Badaracco che chiedeva appunto di costituire un gruppo di esperti per intervenire a titolo preventivo, in caso di allarme inquinamento e per accompagnare la magistratura nell’inchiesta per rendersi conto che già esisteva…

…ma è anche vero che nel 2013 la Patuzzi non era ancora nata, la Merlo stava imparando a farsi i selfies, la Gianella era leghista, Denti PPD e Savoia verde, quindi mica potevano saperlo! Sarebbe bastato dare un’occhiatina al Codice penale, tanto più che fra le fila dei fondatori c’è anche una principessa del foro, la giurista Tamara Merlo. Si sarebbero accorti che i “reati ambientali” sono davvero pochini, praticamente solo i casi gravi di inquinamento delle acque… e NOI (il nucleo operativo) già serve da polizia delle acque.

Peccato che l’amico Battista Ghiggia non sia arrivato agli Stati sennò c’avrebbe pensato lui: reparto di teste di cuoio, anzi, ecopelle, pronte ad intervenire 24 ore su 24 con coreografia e musiche tratte dall’ultimo disco della Patuzzi e possibilità, per il folto pubblico presente, di scegliere tramite televoto se Savoia avrebbe dovuto vestirsi da poliziotto, da pompiere o da crocerossina.

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