Un incontro speciale

Signore anzianodi Lara Allegri

Un sabato di dicembre, come tanti altri. Io e mio marito siamo di corsa fra moltissima altra gente. La frenesia prenatalizia è palpabile. Ci sono panettoni e dolci ovunque. Cartelli che invitano ai saldi, giocattoli di ogni tipo. Fa un freddo barbino, -4°C.

Entriamo di corsa in un supermercato, scelto per i suoi prezzi vantaggiosi. Davanti alla porta scorrevole, proprio innanzi alla vetrina con le offerte della settimana, c’è un Signore che avrà forse 60 anni. Lo saluto, mi risponde con un sorriso. Si strofina le mani con vigore.

Faccio la spesa perché stasera andrò in visita a una mia amica e le ho promesso che mi occuperò io di cucinare, per permetterle di riposarsi dopo una lunga giornata di lavoro. Uscendo noto quel Signore che sta ancora lì, fregandosi le mani per il freddo pungente. Mi interrogo su chi stia aspettando. Mi saluta, lo saluto. Anche mio marito lo ha notato. Ci interroghiamo su cosa aspetti. Perché sta lì? Perché non entra a scaldarsi? Ha uno sguardo buono.

Passo al negozio successivo, la missione è quella di trovare qualche regalo per i miei nipotini. Sono stregata dai giochi di società, una passione che porto con me fin dall’infanzia. Costavano troppo allora, adesso ce ne sono tantissimi e per tutte le tasche. Stiamo per andare via, quando realizzo che al negozio precedente ho dimenticato di acquistare la carne. Non ci resta che tornare indietro. Sarà passata un’ora e davanti al negozio c’è ancora questo Signore che si sfrega le mani. Non ha i guanti. Lo saluto, mi saluta. Compro la carne e dopo un’interminabile coda alla cassa, esco. Ed ecco che lui è ancora lì, sempre al freddo, sempre a sfregare le mani… Lo ri-saluto, mi ri-saluta. E sono vicina alla macchina, sempre più interdetta, ecco che osa parlare alla mia schiena e mi dice: “Ha qualcosa da darmi?”

Non mi fermo subito, la mente e il cuore non si sono subito resi conto della richiesta. Son arrivata alla macchina, ho realizzato. Siamo in Svizzera, in uno dei Paesi più ricchi del mondo. Ancora mi colpisce quando mi chiedono aiuto in questo modo. E quest’uomo mi interroga ancora di più. Mi sono girata e gli ho portato qualcosa augurandogli buone feste. Ma è stato lui a dare a me. Ci siamo stretti la mano e lui ha sorriso.

Un momento e ho scoperto chi era quest’uomo. Era una persona in difficoltà. Un lavoratore, con le mani piene di calli. Un uomo ricco della sua storia, con un’enorme dignità che gli rendeva difficile chiedere aiuto.

E allora come regalo di Natale vorrei un lavoro per quest’uomo senza nome, ma molta dignità. E vorrei ringraziarlo per quello che mi ha insegnato oggi con umiltà. Spero veramente che la vita abbia una svolta per lui e spero di poterlo incontrare nuovamente e vederlo felice e al caldo.

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