8 spunti del weekend calcistico da non dimenticare

Calciodi Jacopo Scarinci

Nel calcio ci vuole culo, e questo è un fatto. A Udine la Juventus ha vinto la decima partita in fila, e questo è un altro fatto. Però Sami Khedira due gol in due partite non li ha mai segnati neanche contro suo figlio nel giardinetto di casa.

Veramente molto bella la sagra dell’orrore consumatasi a Bergamo, dove con autogol da cineteca, ciabattate in tribuna, idee di gioco pari allo zero l’Atalanta ha fermato un’Inter brutta come un rosso in banca. Mancini ha chiesto nuovi giocatori, la dirigenza gli ha fatto vedere il monte ingaggi e i tifosi nerazzurri stanno già capendo come andrà a finire. Molto male.

Da quando questa rubrica ha incensato la Fiorentina, puntuale come le tasse la Viola ha iniziato a buscarle da chiunque. Ieri, a San Siro, è riuscita a far sembrare una squadra di calcio il Milan. Per dire.

Quella del Chelsea sarà una stagione sfigata, sarà una squadra fatta da giocatori bolliti e/o demotivati, quel che volete. Ma quando John Terry, alla sua 700esima partita in maglia Blues, prima si fa un autogol da oratorio e poi raggiunge l’Everton all’ottavo (ottavo, sì) minuto di recupero con un tacco che neanche Maradona lanciandosi dentro la sua curva, in mezzo ai suoi tifosi capisci definitivamente l’essenza del calcio.

Essenza del calcio spiegata anche a Birmingham sabato sera, dove il Leicester è stato ricevuto da un Aston Villa con un piede e mezzo già in seconda serie e l’anticalcio per eccellenza da agosto a oggi. Eppure c’era il tutto esaurito, i tifosi hanno cantato e spinto la squadra fino all’ultimo. Son lezioni.

Ho sempre avuto una simpatia incredibile verso le squadre che suppliscono il talento con il culo. E, tornando al primo spunto, anche il Manchester United di Van Gaal ieri ad Anfield di culo ne ha avuto da vendere. Quando vinci le partite che meriteresti di perdere, con due ceffoni annessi, fai strada. Che abbiano iniziato?

Il Real Madrid con Zidane in panchina ha cambiato faccia, anche se gli avversari finora si fa fatica a definirli anche solo come “squadre di calcio”. Certo è che se sono Cristiano Ronaldo e quando mi giro in panchina vedo una leggenda invece che Benitez intento a mangiare un panino le cose cambiano, indipendentemente dell’avversario.

Uno dei pochi a essersi salvati con onore nel Basilea di questa stagione è stato El Neny, il quale è appena stato comprato dall’Arsenal di Wenger. Tempi duri lungo il Reno.

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