Non leggere questo post

Di Redazione

Facebook Socialdi Vincent Vega

Se sei un tipo sensibile, ti consiglio di smettere di leggere questo post. Se sei uno di quelli a cui piace essere spensierato e condividere puttanate meteorologiche su Facebook, non continuare a leggere. Potresti essere offeso, anche se non è assolutamente il mio intento.

Non mi piace offendere, o almeno, non mi piace offendere in questo modo, con un post di merda su Facebook. Mi piace offendere di persona, in faccia, anche perché godo nel vedere l’espressione dell’offeso quando viene offeso.

Che sia chiaro, non offendo a gratis. Se offendo, è perché prima sono stato offeso. E non significa per forza che sia stato insultato (che certamente mi offende, ma non da farci un affare di stato), ma che è stata offesa la mia intelligenza e sicuramente l’intelligenza di qualcun altro. E per inciso, non sono neanche tanto intelligente. Se lo fossi per davvero, a quest’ora avrei una cazzo di famiglia e non scriverei post su Facebook, da vero sfigato.

Detto questo, ora che hai capito se andare avanti a leggere o meno, arrivo al dunque. Al sodo.
A meno che tu non abbia un amico o un parente in gattabuia o che vive rinchiuso in un edificio senza finestre, non vedo perché debba pubblicare status sul meteo. Cazzo, lo vedo anch’io che fuori piove, o che c’è il sole. Non parliamone se poi nevica, che la odio visceralmente. Quella schifezza è la prima cosa che noto, dalla finestra, quando viene giù. Anche perché è più grossa della pioggia e si nota meglio. Allora tu mi dirai: “Beh, vaffanculo, cancellami e non vedrai più i miei status sulla neve o sulla pioggia”.

La fai facile, amico mio perché non è così, cazzo. Perché se devo cancellare te, devo cancellare anche gli altri 500. E non ho voglia di cancellare 500 deficienti come te, che mi fanno notare una cosa che noto immediatamente quando guardo fuori dalla finestra. Ora, so benissimo che avrai la tentazione di cancellarmi dalle tue amicizie, dopo aver letto questo post. Ma ti prego, non farlo. Piuttosto rifletti. Pensaci veramente se io, come un sacco di altri tuoi contatti, meritiamo di conoscere l’ovvio. Se invece hai un amico che si trova in un bunker, allora ti prego di perdonarmi, perché il tuo altruismo è veramente importante, soprattutto coi tempi che corrono.

Buon anno 2016.

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